Ha ucciso la moglie a coltellate, poi ha preso la pistola d'ordinanza e si è ucciso. Drammatico episodio a Avarcate di Rende, nel cosentino, dove un appuntato dei carabinieri di 47 anni ha accoltellato la moglie, 43 anni, di origini messinesi.

A rendere i fatti ancora più tragici, la presenza in casa della figlia diciassettenne della coppia: la ragazza ha prima udito le urla della madre e trovato il corpo esanime a terra, poi, mentre tentava di telefonare al 118, ha sentito il colpo di pistola con cui il padre si è ucciso.

I due avevano anche un altro figlio, dell'età di 15 anni, che era fuori casa al momento della tragedia. All'origine del gesto ci sarebbero motivi di gelosia: pare che la moglie volesse lasciare l'uomo e che questi non lo accettasse. Da qui sarebbero derivate le discussioni sempre più frequenti.

Secondo la ricostruzione dei colleghi del carabiniere, che sono arrivati sul posto e stanno conducendo le indagini, l'appuntanto avrebbe prima finito il suo turno di lavoro e poi sarebbe tornato a casa. Qui avrebbe avuto origine l'ennesimo litigio, finito nel modo più tragico.