Il borgo di Naro è un vero gioiello medievale e barocco. Si trova in provincia di Agrigento, poco distante dalla Valle dei Templi, e offre una vista straordinaria. La cittadina vanta una storia antichissima, che vede protagonisti i Sicani, i Normanni, gli Svevi, gli Spagnoli e, naturalmente, gli Arabi.

Cosa vedere a Naro

Basta camminare per le stradine di Naro per rendersi conto del suo passato. Si comincia dall’antica porta della città, unica rimasta di sette, per arrivare alla moschea trasformata dal Conte Ruggero nella vecchia Chiesa Madre. Troviamo anche l’antico quartiere ebraico e il Castello Medievale Chiaramonte, quest’ultimo proprio in cima alla cittadina.

Proprio attraverso i monumenti, possiamo conoscere una storia importante. Naro fu “fulgidissima“, con un posto nel Parlamento Siciliano. Non mancano pregevoli chiese, ricche di opere d’arte. Tra queste, le più famose sono la Chiesa Madre (Maria SS. Annunciata), che conserva la Madonna della Catena di Antonello e Giacomo Gagini e tele preziose; la Chiesa di Santa Caterina; la Chiesa del Santissimo Salvatore; la Chiesa di San Francesco. Molto interessante è anche la Biblioteca Comunale Feliciana.

Il fascino di Naro ha ispirato scrittori e scrittrici come Leonardo Sciascia a Simonetta Agnello Hornby.

Per quanto riguarda le tradizioni, la festa cui gli abitanti sono più legati è San Calogero, il Santo Nero (si festeggia il 18 e il 25 giugno). Tra le prelibatezze che si possono gustare, ci sono le raviole di ricotta.

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