“Cazzillo” or “Cannolo” that is the question: se sia più nobile mangiar un panino con le panelle fritte calde con un pizzico di sale ed una spremuta di limone o prender un cannolo di ricotta fresca ‘nchiuta in una friabile scorza bruna? Morire, dormire, sognare forse “u pani cà meusa schietta o maritata” o “nà bella sfincia di San Giuseppe”? Quali sogni possano assalirci  u bello sfincioneddu cavuru cavuru” o “na fedda duci di cassata ‘u furnu? ” Ecco l’eterno conflitto tra il dolce ed il salato, il partito delle “focaccine” vs quello dei “pasticciotti”, un dilemma vecchio quanto il cucco (apro parentesi per chi non sapesse chi è questo “cucco” tanto scomodato dalla tradizione popolare, sembrerebbe riferirsi al profeta Habacuc rappresentato nell’iconografia religiosa come un vecchio pensoso dalla lunga barba bianca, insomma in poche parole un vecchio talmente vecchio da essere considerato dal popolo un pochino rimbambito). Ma ritornando alla questione dolce-salata, il pragmatismo del siciliano relativo all’indecisione sulla scelta, si esplicita con il suo temporeggiare, un atteggiamento passivo che alla fine porta sempre alla concretizzazione di “subire” la scelta di entrambe. Del resto è peccato rifiutare il cibo, il Signore si “allagna”, ed il siciliano specialmente in questo ambito è certamente un timorato di Dio! A questo riguardo è interessante osservare il comportamento del siciliano nella sua vita sociale in cui viene messo di fronte all’ipotesi tra il dolce o il salato, si pensi ad esempio quando al mattino presto recandosi al bar si trova di fronte all’emblematica scelta tra una bella “ravazzata con carne” o una “iris fritta al cioccolato”, oppure durante la pausa pranzo si trova a dover decidere insieme ai colleghi di lavoro se mangiare “u purpu vugghiutu” o “na bella brioscia cu gelatu”, indubbiamente l’innata educazione e rispetto del siciliano impone di lasciare agli altri la scelta, e tra un complimento e l’altro si finisce sempre per accontentare tutti scegliendole entrambe, perché nel dubbio tra dolce e salatocu si mancia tutti rui nun fa piccatu!