Uccisa, fatta a pezzi e abbandonata in una valigia, a 15 chilometri dalla comunità nella quale era ricoverata. Pamela Mastropietro, 18enne romana, ha finito i suoi giorni lontano da casa, a Corridonia (Macerata): qui si trovava in una comunità per tossicodipendenti. Dei suoi problemi aveva parlato lei stessa, attraverso Facebook, e sempre sui social raccontava della sua quotidianità, della famiglia e dell'amore per il fidanzato. Avrebbe voluto seguire le orme della madre, fare l'estetista e girare l'Italia, ma la sua vita è stata spezzata nel modo peggiore.
Era già stata in comunità e nell'ottobre scorso si era allontanata. La fuga era durata solo cinque giorni e il suo ragazzo le aveva scritto: «Dove sei andata a finire amore? Non hai capito? Ti devi far aiutare, l’unione fa la forza, da sola non vai da nessuna parte».
Nei post alternava foto di momenti felici, frasi cariche di rabbia e riflessioni come questa: «Tutti dipendiamo da qualcosa che ci fa dimenticare il dolore», accompagnato dalla foto di una bottiglia di superalcolici con sigarette e accendino accanto. La mamma fino all'ultimo ha sperato che non fosse suo quel corpo martoriato e adesso vuole sapere la verità: «Non so perché si sia allontanata dalla comunità, non so perché l’abbia fatto e nemmeno come sia stato possibile che nessuno se ne sia accorto».
