Enogastronomia

Christian Puglisi, lo chef che ha portato la cucina siciliana a Copenaghen

Mirabelle Spiseria è il nuovo locale dello chef Christian Puglisi a Copenaghen: un’apertura che celebra le sue origini siciliane. Il richiamo alla Sicilia non manca nei piatti e nei riferimenti di Puglisi, dai cannoli agli arancini: “Mi sento veramente libero di cucinare quello che voglio, come voglio, quando voglio”.

Il nuovo ristorante di Christian Puglisi

La cucina siciliana non conosce confini: non mancano, in tutto il mondo, realtà che ne celebrano la tradizione. A queste, da pochissimo, si è aggiunta Mirabelle Spiseria, la nuova avventura del siciliano Christian Puglisi.

Lo chef, classe 1982, ha lasciato la Sicilia trasferendosi a Copenaghen, ma non ha mai dimenticato le sue origini. Sin da adolescente appassionato di cucina, ha fatto gavetta in Danimarca, ma anche alla brasserie di Parigi Le Petit Bofinger. Di nuovo a Copenaghen, ha fatto importanti esperienze in diversi ristoranti.

Leggi anche

Lo chef palermitano Filippo La Mantia chiude il suo ristorante di Milano: cosa è successo?

Nel 2010 ha aperto il suo ristorante Relæ, aggiungendo poi il wine bar Manfreds & Vin, la panetteria/bistrot Mirabelle, la pizzeria Bæste e, nel 2016, il bar Rudo. Alla fine del 2020, aveva annunciato uno stop del Relæ e del Manfreds, spiegando di volersi dedicare alle insegne più informali. Adesso, però, è tornato con Mirabelle Spiseria.

Il locale, spiega lo stesso chef su Instagram, “È una celebrazione della mia eredità siciliana. Sono nato in Sicilia e, in linea di massima, la maggior parte dei miei ricordi d’infanzia è legata a cibi, cene, pietanze e sapori. L’odore dei pomodori bollenti mi riporta nel nostro cortile a Roccalumera, dove la mia zia faceva la passata in una frazione di secondo”.

Leggi anche

Addio allo chef Salvatore Cascino: cucinò per i vip e inventò l’Alì Pascià

Quindi continua: “Quando mi sono avvicinato alla cucina in modo professionale non sono stato subito in grado di gettare un ponte tra la cucina nostalgica della mia infanzia e la cucina tecnica e creativa che è diventata il mio lavoro e la mia professione. Come immigrato verso la fine dei miei 20 anni, quando ho iniziato a plasmare la mia cucina, volevo che fosse un riflesso della mia personalità, ma non c’era spazio per i piatti tradizionali ed emotivamente importanti della mia infanzia”.

“In una certa misura, forse erano troppo importanti per me, non volevo non farli bene e temevo che non potessero sopportare il controllo a cui li avrebbe esposti cucinarli a un certo livello. Forse avevo anche paura di non essere capace di rappresentarli. Oggi ho raggiunto un punto della mia vita, professionalmente ed emotivamente, in cui mi sento veramente libero di cucinare quello che voglio, come voglio, quando voglio”.

Da qui, la conclusione: “Quindi il nuovo Mirabelle darà uno sguardo proprio a questo. Io che guardo indietro alle grandi cose della mia infanzia, rivisitate da una base di esperienza professionale e, soprattutto, utilizzate come ispirazione che sono così felice di condividere con questo incredibile team”.

Cucina siciliana a Copenaghen

Basta scorrere tra i post social del ristorante, per comprendere che la Sicilia è una fonte di ispirazione molto presente. Cannoli, arancini e brioche col tuppo non mancano. “È passato un po’ di tempo”, scrive Christian Puglisi. “Più capelli grigi, il passo è più lento e le gambe più pesanti, ma in ogni caso, eccoci di nuovo qui”

Lo chef aggiunge: “È iniziato come un rimodellamento, cambiando concetti, ma no. Questa è un’apertura di un ristorante a tutti gli effetti. In tutta la sua mania, stress, migliaia di domande, 1.000.000 di dubbi. Per un ristoratore è come cavalcare una di quelle onde molto rare, per la maggior parte un’onda unica nella vita”.

Redazione