PALERMO – C'è anche un sorprendente insospettabile coinvolto nel caso della cocaina nella Palermo bene (qui nomi e foto): si tratta di un carabiniere in servizio nel capoluogo. L’uomo è stato identificato perché chiamava i suoi fornitori proprio dal comando. Non c’è prova però dello scambio di droga tra lo spacciatore e il militare: dalle intercettazioni pare evidente che i due erano in confidenza ("ciao gioia"), ma i loro rapporti personali non sono stati chiariti.

Le telefonate alla banda composta da Danilo Biancucci, Giovanni Fiorellino e Alessandro La Dolcetta arrivavano anche dal numero di uno studio dentistico di Palermo, così come da un meccanico che lavorava in un’officina del centro. Quello che emerge dalle indagini è anche l’assenza dei dovuti accorgimenti per non farsi scoprire. Infatti entrambe le bande hanno continuato a utilizzare l’utenza intercettata, avendo necessità di mantenere i contatti con i clienti per informarli prontamente dell’impiego di un ulteriore numero di telefono in sostituzione di quello potenzialmente bruciato.

Anche per il secondo gruppo di pusher i numeri sono indicativi: tra il 9 novembre e il 9 dicembre scorsi sono arrivate 13.736 telefonate con una media di più di 457 chiamate/messaggi al giorno e la presenza di 331 nominativi.