Immagine        Sono tanti i comuni siciliani, dai piccoli paesi ai grandi centri, i cui abitanti loro malgrado si sono “guadagnati” a ‘nciuria o, come qualcuno dice, u peccu. Il soprannome è in genere conosciuto sopratutto dagli abitanti dei centri vicini e spesso ancora oggi, se pur meno che in passato, è motivo di dispute ed in qualche caso anche di campanilistiche liti. U peccu prende spesso corpo da particolari circostanze legate a volte alla storia stessa del paese od alle sue origini. In qualche  caso invece, si tratta di  semplici appellativi, originariamente riferiti a protagonisti di episodi curiosi, oppure alla preminente attività lavorativa degli abitanti del posto. Ce ne sono di curiosi e di stravaganti, di dispregiativi o di divertenti. Eccovene una serie e poi, come sempre, se ne conoscete altri segnalateli. Senza offesa per nessuno!

       Gli abitanti di Racalmuto sono detti  “I SALINARA”, quelli di Cerda “CACUCCIULARA”, quelli di Sutera “TESTI DI ISSU”, gli abitanti di Caccamo li chiamano invece “ARROZULAMATRI”, a Termini Imerese troviamo i “TIRMINISI CHI CORNA TISI” ed a Ventimiglia di Sicilia i “CALAMIGNARI”. Per non parlare poi di Campofelice di Roccella dove abitano “I CASALARI” mentre a Capizzi in provincia di Messina ci sono i “MUZZICA CRAPI”. E chiudiamo proprio con due capoluoghi di provincia ovvero la stessa Messina i cui abitanti vengono soprannominati i “BUDDACI”, mentre a Caltanissetta troviamo i “MAUNZISI”.