Il giovane Perseo, figlio di Zeus e Danae, per sottrarre la madre alle mire nuziali del re di Serifo, Polidette, nella cui casa era stato allevato, gli promise in dono la testa della gorgone Medusa invincibile arma contro qualunque nemico.

L’eroico giovine, spinto all’impresa dall’amore filiale, partì alla ricerca della temibile creatura non lasciando nulla di intentato e ricorrendo all’inganno per conseguire il suo scopo, le Graie gli svelarono il cammino per giungere alla segretissima dimora delle Ninfe Stige che gli fornirono calzari alati, una sacca per contenere la testa e un magico mantello che rendeva invisibili. 

Atena non fece mancare il suo appoggio al coraggioso fratellastro, gli spiegò come riconoscere la sorella mortale e gli donò uno scudo lucente da usare come uno specchio per uccidere la donna senza affrontarne lo sguardo, anche Hermes, non si sa se invogliato dalla perfida Atena, contribuì regalando l’affilatissima arma strumento dell’efferato crimine. 

Perseo, conquistata infine la sua meta, colse nel sonno le figlie di Forco, con un taglio netto recise la testa di Medusa guardando l’immagine nello scudo per non incrociare lo sguardo della vittima, e allora, dal busto di questa, balzarono fuori Pegaso e Crysaor, i figli di Poseidone, il giovane stupito si riprese subito d’animo, raccolse la testa, la mise nel sacco e si diede alla fuga, appena in tempo, perché le immortali sorelle, svegliatesi, lo inseguirono furiose e soltanto il fatato mantello gli consentì di mettersi in salvo. Alla fine la testa di Medusa fu consegnata ad Atena che la fissò al suo scudo affinchè gli avversari rimanessero paralizzati dal terrore che ancora dopo morta l’orribile donna incuteva.

Fu così che i selinuntini, per indurre a più miti consigli chi si avvicinava minaccioso alla loro città, collocarono la gigantesca testa di terracotta della Gorgone sul frontone orientale del grande tempio costruito sull'acropoli.