Siamo nel vivo dell’emergenza Coronavirus e, purtroppo, l’industria del falso sta cercando di approfittare di questo momento. Cresce il numero di prodotti ‘fake’ che promettono di diagnosticare, curare e addirittura prevenire il virus. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che ha diramato in questi giorni un alert al riguardo e rilancia il suo monito anche nel report quotidiano.

Questi prodotti medici falsificati, scrive l’agenzia Onu per la salute “pretendono di prevenire, rilevare, trattare o curare Covid-19. Si va dalla “diagnostica in vitro” ai farmaci. “La pandemia causata dal virus Sars-CoV-2 ha fatto crescere la richiesta di medicinali, vaccini, diagnostica e reagenti, creando per i malintenzionati un’opportunità per distribuire prodotti medici falsi – avverte l’Oms – È richiesta la dovuta diligenza da parte di tutti gli attori nell’acquisizione, nell’uso e nella somministrazione dei prodotti medici, in particolare quelli colpiti dall’attuale crisi, relativi a Covid-19″.

Per quanto riguarda i medicinali e i vaccini falsificati, l’Oms ricorda che in questa fase “Non raccomanda alcun medicinale per il trattamento o la cura di Covid-19“. Lo studio Solidarity, condotto dall’organizzazione, sta esaminando potenziali trattamenti e al momento “non esiste un vaccino”. I prodotti che, in questo momento vengono dichiarati come vaccini “possono essere considerati falsi e potrebbero comportare rischi significativi per la salute pubblica”. Siti web “non regolamentati”, segnala ancora l’Oms, “propongono e procurano medicinali e vaccini, ma soprattutto quelli che nascondono i loro riferimenti come indirizzo o numeri di telefono offrono spesso prodotti medici senza licenze, scadenti e falsi”.

L’Oms spiega di essere a conoscenza di vari casi e invita alla cautela.

“Inoltre, alcuni siti web potrebbero fornire un facile accesso a medicinali legittimi che altrimenti non sarebbero prontamente disponibili. Gli acquirenti finali e i consumatori dovrebbero essere particolarmente cauti perché potrebbero trovarsi di fronte a possibili truffe online“.