La storia del Cristo nero di Siculiana è molto affascinante ed è legata a particolari festeggiamenti. Terminati i riti della Settimana Santa, a Siculiana (Agrigento) fervono quelli per la Festa di lu tri di Maju, cioè la festa del Santissimo Crocifisso.

Si tratta di una delle manifestazioni più partecipate di tutta la Sicilia, che comincia il 29 aprile. Già alcuni giorni prima, i fedeli provenienti da diverse parti della provincia si recano presso l’antico santuario, facendo chilometri a piedi scalzi, per pregare il Cristo nero.

Cristo nero di Siculiana: la storia

Si narra che fosse stato commissionato dagli abitanti di Burgio e che, durante il suo trasporto su un carro, finì a Siculiana. I carrettieri fecero una sosta in un fondaco dell’odierno quartiere Casale. A un certo punto, sulla cassa che conteneva la statua, si sedette un cieco, che subito guarì.

Il Crocifisso di Siculiana nella foto di Giuseppe Saieva

Il Crocifisso di Siculiana nella foto di Giuseppe Saieva

Il miracolo meravigliò tutti i presenti che, saputo del contenuto della cassa, non vollero lasciare ripartire il crocifisso, ma lo portarono al castello. Nacque, ovviamente, una contesa con gli abitanti di Burgio e si decise di risolvere il tutto con una gara. La cassa venne messa su un carro trainato dai buoi.

Se i buoi avessero superato il torrente adiacente il paese, si sarebbe aggiudicata la vittoria Burgio; viceversa avrebbe vinto Siculiana. I buoi non superarono il corso d’acqua e così il Crocifisso rimase ai siculianesi. In un primo momento, questo venne custodito nella Cappella del Castello, ma agli inizi del XVII secolo fu traslato nella Chiesa Madre.

Il simulacro del Cristo nero di Siculiana è una scultura in leccio, smaltata di marrone scuro. Cristo, appena spirato, è poggiato di peso sulle ginocchia piegate. La scultura sarebbe stata realizzata non più tardi del 1600, ma potrebbe anche essere un’opera anteriore.

Il vescovo di Agrigento Francesco Rhini, con una Bolla del 27 febbraio 1682, eresse a titolo nella Chiesa Madre di Siculiana la Confraternita del SS. Crocifisso o dei 33. I confrati, in quel giorno, ricevettero in dono dalla Confraternita del SS. Sacramento, che ne erano i vecchi proprietari, il taumaturgo Simulacro del SS. Crocifisso con l’obbligo di continuare a festeggiarlo ogni 3 maggio.

Foto in evidenza: Giuseppe Saieva