01Periodo nero per le ASP dell’Isola: da Roma hanno notificato un debito di oltre 1 miliardo di euro

Le Aziende Sanitarie Provinciali sono in deficit, così gli ospedali a esse collegati. Non si tratta solo di debiti ai fornitori, ma anche di quelli contratti con le banche che per le aziende ospedaliere hanno anticipato i finanziamenti. E dalla Regione si attendono più di 2 miliardi di euro.

Un buco che sembrerebbe insanabile quello delle ASP isolane: 808 milioni e 999 mila euro, è il debito che hanno contratto con chi rifornisce loro del materiale, mentre 966 milioni e 465 mila euro sono quelli accumulati con le banche, che forniscono alle aziende ospedaliere le risorse necessarie per acquistare prodotti e attrezzature.

Fortunatamente il loro intervento è provvidenziale sì, ma anche provvisorio; perché gli ospedali e le ASP stanno attendendo i fondi dalla Regione per poter finalmente fare da sé. Fondi che si presume debbano raggiungere la cifra straordinaria di ben 2 miliardi e 903 mila euro, dato che il debito ammonta complessivamente a 1 miliardo e 775.
Solo così le ASP della Sicilia potranno almeno risparmiare qualcosa, ovvero gli interessi sul debito, che ad oggi ammontano a 33 milioni e mezzo.

In particolare, le ASP con l’acqua alla gola sono quelle di Catania e Messina; Catania dovrà restituire ben 95 milioni ai fornitori e 224 agli istituti di credito, mentre per Messina il rapporto è di 90 su 148. Segue Palermo, che ha contratto un debito di 113 milioni con le imprese e 95 con le banche. Meglio le altre.

A questo proposito, l’ospedale con il buco più grande nelle sue tasche, è il Villa Sofia-Cervello: 40,7 sono i milioni che dovrà rendere ai fornitori, contro un quasi 19 alle banche; a seguire il Civico, sempre a Palermo, e poi il Garibaldi di Catania, il cui deficit vale 53 milioni totali.

A breve sarà dunque necessario che la Regione scucia altri due miliardi, perché il 1 miliardo, investito in maggio, non è bastato a risanare la sanità pubblica. Ecco perché a metà novembre la Regione ha fatto richiesta all’ARS; Irap e Irpef rimarranno invariate, così da consentire il pagamento delle rate entro i 30 anni prestabiliti, e risolvere il debito contratto dalla precedente amministrazione Cuffaro.

Tensioni all’ARS, dove Marco Falcone di Forza Italia ha già fatto sapere che non approva l’idea: «L’assessore Baccei, l’uomo voluto da Renzi, ipotizza infatti che la Regione contragga un mutuo con lo Stato per pagare il debito della sanità. Il tutto a carico dei cittadini siciliani».

La Regione partecipa ancora piuttosto saldamente nella spesa sanitaria, tramite una quota che è la più alta d’Italia, ma questo nuovo investimento ha l’obiettivo di risolvere il deficit lasciato indietro nel 2011; in pratica, una volta concessi questi 2 miliardi, le ASP del territorio e i relativi ospedali dovrebbero riuscire non solo a pagare i debiti contratti tra il 2001 e il 2011, ma anche ad anticipare le spese relative alla loro attività ordinaria, altrimenti non potrebbero funzionare.

Autore | Enrica Bartalotta