Sono giorni decisivi per Veronica Panarello. Si è tenuta nei giorni scorsi l'udienza per l'affidamento del figlio più piccolo, che ha 4 anni, e, la scorsa settimana, è cominciata la perizia psichiatrica. Saranno sette i priti che dovranno chiarire se la Panarello fosse capace di intendere e di volere quella mattina del 29 novembre 2014. Come si legge sul Corriere di Ragusa:

L’avvocato Francesco Villardita si deve dare da fare affinché la mamma presunta assassina del suo stesso figlio Loris di 10 anni non perda definitivamente l’affidamento dell’altro figlio di 4 anni, lasciando al contempo al centro del processo la incapacità, parziale o totale, di intendere e volere della sua assistita, nel tentativo di far derubricare la pesante accusa di omicidio volontario con le aggravanti della parentela e della crudeltà. Tutto questo ovviamente per far ottenere il minimo della pena alla donna in caso di condanna. Ma in proprio questa ottica le due circostanze mal si conciliano e bisognerà di conseguenza muoversi con le mosse giuste, come in una difficile partita a scacchi. Se la donna risultasse essere non del tutto in sé, difatti, difficilmente potrebbe mantenere la potestà genitoriale sull’altro figlio.

Nei prossimi giorni, psicologi e psichiatri effettueranno nuove perizie per accertare la presenza o meno dei sintomi che avrebbero potutto cancellare la responsabilità delle azioni compiute dalla donna, senza intaccare il suo equilibrio psichico. Sarà il Tribunale dei minori di Catania a decidere nell'interesse del minore.

Paradossalmente, dunque – spiega ancora il Corriere di Ragusa –  alla madre di Loris, sul piano squisitamente processuale, converrebbe l’accoglimento dell’istanza di affidamento del marito proprio perché la sua salute mentale deve rimanere al centro del processo, se su vuole evitare la pena più severa in caso di verdetto di condanna. In questo caso però, come accennato, non potrebbe mai più rivedere il figlio di 4 anni. Nei prossimi giorni il primo di questi grossi nodi sarà dunque sciolto.