Avete mai sentito parlare di Don Pitittu? Per raccontarvi la sua storia, dobbiamo fare tappa a Bagheria, nel Palermitano, ma dobbiamo cominciare un po’ più lontano.

Siamo alla fine del Settecento e nel capoluogo è appena nata una forma d’arte teatrale chiamata “la vastasata”. Si tratta del filone più importante del teatro popolare siciliano, improvvisato su piazze, porti o poggi, nelle sere di luna piena. In quel momento, ai colori della natura subentra il fascino dei profumi di zagara, cedro, menta e gelsomino.

La Vastasata

La gente ama moltissimo la vastasata, perché ha per argomento i fatti del giorno e la vita di tutti. È una forma di Commedia dell’Arte alla siciliana, che ha come protagonista Onofrio, in dialetto Nofriu. Il più celebre Nofriu di tutti i tempi fu don Giuseppe Marotta, Lui inventa canovacci credibili e divertenti.

Dato che la gente, per seguire le vastasate, non va più a teatro, i proprietari dei teatri iniziano a protestare. Così, viene ordinato nel 1795 che la vastasata venga recitata solo nel teatro di Biagio Perez. Questa limitazione non fa venir meno la fantasia dei vastasi, che anzi calcano ancora di più la mano. Prendono in giro i ricchi, gli uomini di potere, gli sciocchi e i vanagloriosi.

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Le donne non possono comparire in scena, ma venivano sostituite dagli uomini. Tra questi, per bravura, emersero il Sarci e il Caternicchia, anche se a dominare la scena era sempre Nofriu. Tra le vastasate più note ci sono Le metamorfosi di Nofriu, Nofriu marito geloso, Nofriu finto imperatore di Gran Mogol e Il cortile degli Aragonesi. Di quest’ultima vastasata ci sono giunte anche le parole, nonostante il testo sia incompleto. Mancano tutte le scene a soggetto, ma si riesce a capire chi siano i personaggi.

Ed ecco don Pitittu

Ed è qui che ci ricolleghiamo a quanto vi abbiamo detto all’inizio del nostro racconto. Siamo a Bagheria, nel cortile del barone don Pitittu, tanto ricco quanto vanaglorioso e sciocco. Mentre se ne sta alla finestra, leggendo dei libri che si sembrano di grande importanza, nota che Laura e Lisa, madre e figlia, si intrattengono con i loro pretendenti, azzuffandosi tra di loro.

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Per calmare gli animi, don Pitittu annaffia tutti con grandi secchi d’acqua fresca. Anche Nofriu, innamorato della giovane Lisa, viene bagnato. Purtroppo non ci sono giunte le parole delle scene d’amore, lasciate a soggetto dall’ignoto autore della commedia. Sarà stato molto più divertente sentire nascere spontaneamente le parole, dalla bocca degli attori.