1097378_543540302380199_856176297_nQuando si parla di Sicilia i nostri amici dal fazzoletto verde al collo (fazzoletto che tra le altre cose forse occlude il passaggio di sangue al cervello il quale resta poco ossigenato) ci etichettano come l'ultima ruota del carretto, regione ricca di sprechi e priva di qualità.

Purtroppo certe volte ce la cerchiamo, guarda ad esempio quanto ci costa la politica e l'amministrazione siciliana.

Però arrivano notizie esaltanti dal settore energia rinnovabile.
Settore che potrebbe essere di grande impulso per lo sviluppo dell'economia siciliana e per una sensibilizzazione culturale contro il petrolio e quel vivere dissennato che avvelena terra, acqua e aria.


La Sicilia è ricca di sole (anche troppo in questi mesi di agosto), risorse idriche, vento e biomasse boschive (da adoperare per la produzione di pellet e cippato). Tutte risorse naturali e gratuite che potrebbero produrre energia in eccesso. Specie se i comuni son piccoli. Ed è proprio in questi ultimi casi che un comune potrebbe addirittura guadagnarci. Il comune di Caltavuturo, per esempio, ha quasi 350 mila euro di introiti annui grazie al suo parco eolico.
 

E che dire del Comune di Petralia Sottana che a partire da una vecchia centrale idroelettrica ora gode di una grande autonomia energetica grazie all'impiego anche di impianti fotovoltaici e allo sfruttamento delle biomasse tanto presenti nei boschi?

Poi ci sarebbe un discorso prettamente politico da fare.
Energia spesso vuol dire accordi (non sempre chiari), baci di mano ed inchini a grandi come Russia e meno grandi come Libia.

Verde. Non c'è dubbio. Il verde è il colore della libertà!

Autore | Viola Dante, Immagine | www.flickr.com