Etna - foto di Gino Calleri

Dalle ore notturne del 21-22 gennaio 2014 è in corso una debole attività stromboliana all’interno del Nuovo Cratere di Sud-Est dell’Etna: a spiegarlo sono gli esperti della sezione di Catania dell’INGV. Alcune delle esplosioni sono accompagnate da piccolissimi sbuffi di cenere, che si disperdono appena superato l’orlo craterico; l’attività è visibile anche sotto forma di anomalie nelle immagini della telecamera termica di Monte Cagliato sul fianco orientale dell’Etna, come in quella a sinistra, delle ore 06:56 GMT (=ore locali -1) del 22 gennaio 2014.

Questa ripresa dell’attività al Nuovo Cratere di Sud-Est è stata preceduta da un intervallo di quiete totale che è durato 20 giorni, dopo la cessazione dell’attività effusiva da una bocca posta sul fianco nord-orientale del cono del NSEC in seguito all’ultimo episodio eruttivo (29-31 dicembre 2013). Tuttavia, fra il 4 e il 13 gennaio, si sono osservate delle emissioni quasi continue di cenere rossastra (materiale roccioso vecchio, fortemente alterato) dal Cratere di Nord-Est. Da questo cratere persiste tuttora un degassamento intenso, spesso in maniera pulsante. L’ampiezza media del tremore vulcanico si mantiene su un livello basso.