CAMPOBELLO DI MAZARA (TP) – Dopo 25 anni fa condannare lo zio che l'ha violentata e le ha ucciso la madre quando lei, dieci anni dopo, ha trovato il coraggio di raccontare le violenze subite. A raccontare la vicenda è Repubblica. Il coraggio di Enza, bambina oggi diventata donna, ha portato ad una condanna all'ergastolo per i fratelli Michele e Giuseppe Vaiana: i giudici della corte d'assise di Trapani, presieduta da Angelo Pellino, hanno creduto al suo racconto, che nel 2013 consentì alla Procura di Marsala di ricostruire i restroscena di un "cold case", un duplice omicidio rimasto irrisolto. Caterina Vaiana e il compagno Paolo Favara vennero uccisi a fucilate nell'agosto del 1990 a Campobello di Mazara, sotto gli occhi della figlia di Caterina, che aveva 16 anni.

Tre giorni prima la ragazza aveva confessato alla madre di aver subito abusi, quando era bambina, da parte dello zio Giuseppe. La donna aveva affrontato il fratello, minacciandolo di denunciarlo se il ginecoloco avesse confermato le avvenute violenze sulla figlia. Poche ore prima di essere uccisa, Caterina ebbe il terribile responso e nel pomeriggio venne massacrata da due killer a colpi di fucile, insieme al compagno Paolo, mentre stava dando da mangiare ai cani. Enza vide tutto, ma non parlò, terrorizzata. Quando nel 2013 uno dei figli del compagno della madre decise di vederci chiaro, anche lei decise di parlare: le indagini accertarono che al movente di Giuseppe Vaiana si aggiunse quello del fratello Michele, che lamentava la mancata restituzione da parte della sorella di un prestito di 13 milioni di lire.