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Faro di San Vito Lo Capo, antico custode e meta suggestiva

Il Faro di San Vito Lo Capo è uno dei simboli della cittadina del trapanese. Insieme alla celebre spiaggia e al Santuario, rappresenta una classica immagine da cartolina, un panorama che affascina e collega al passato. La sua luce, alla luce delle stelle, riesce ad arrivare fino a più di venti miglia marine. Per questo motivo, è uno dei fari più importanti della Sicilia.

Negli anni ha evitato tanti naufragi sulle rocce appuntite, che in passato hanno visto frantumarsi in passato navi romane, fenicie, arabe e normanne. Con la sua luce, infatti, segnala la secca rocciosa che si estende in direzione nord.

Con il suo panorama, il faro di San Vito Lo Capo è una delle tappe obbligate in occasione di una visita. Al tramonto e anche al calare del sole, quando il cielo è poco illuminato, regala intense emozioni. La torre si erge a 43 metri sul livello del mare.

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Storia del Faro di San Vito Lo Capo

La costruzione di questo faro si deve al Regno Borbonico. Negli anni tra il 1800 e il 1850, si decise di edificare numerosi punti lungo le coste del Regno delle Due Sicilie, per rendere più sicura la navigazione d’altura e quella costiera. I lavori iniziarono nel 1854 e l’accensione della prima luce, con luce bianca fissa e rossa a splendori, risale al 1 agosto 1859.

All’attività di custodia erano destinati due guardiani.

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Foto: giomodica

Redazione