Conoscere la Sicilia

Chi è Fausto Puglisi, lo stilista delle star con la Sicilia nel cuore: biografia e carriera

Fausto Puglisi ha lavorato e continua a lavorare con grandi nomi del jet set internazionale, ma la sua storia parte dalla Sicilia. Da Messina, per essere precisi. Il mondo della moda lo conosce già da molto tempo e il suo nome è tornato alla ribalta anche in occasione del 74esimo Festival di Sanremo. Conosciamo meglio la biografia e la carriera di questo talentuoso stilista.

Biografia e carriera

Fausto Puglisi nasce a Messina nel 1976. Lascia la sua città dopo gli studi classici, per seguire il “sogno americano“, nel 1999: arriva a New York ben determinato e, proprio nella Grande Mela, incontra Patti Wilson, stylist di Whitney Houston, che gli commissiona l’abito per i Grammy Awards.

Vola poi sulla West Coast, dove vende i suoi primi capi da Maxfield ed entra in contatto con nomi eccellenti della moda e dello spettacolo. Le sue creazioni “one of a kind” sono indossate dalle star : da Jennifer Lopez a Britney Spears, da Kylie Minogue e Pamela Anderson. Il grande successo, però arriva quando la costume designer Arianne Phillips veste Madonna con una delle sue creazioni: un cappotto nero bordato di pelo, che diventa la popstar sfoggia in diversi eventi pubblici, compresi gli iconici MTV Music Awards.

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Fausto Puglisi

Puglisi fa la spola tra gli USA e l’Italia, lavorando anche a consulenze di prestigio, come quelle per Anna Molinari e Versace. Nel 2006 torna nel nostro Paese e, nel 2010, Dolce e Gabbana lo selezionano per il progetto Young Designers dedicandogli ampio spazio all’interno del concept-store di Via Spiga 2. La collezione è un successo e va in poco tempo sold-out. Anche Anna Dello Russo, creative editor di Vogue Japan, resta affascinata dai suoi abiti.

Ungaro e Roberto Cavalli

L’ascesa di Puglisi prosegue inarrestabile. Nel 2012 lo chiama Emanuel Ungaro per rilanciare la maison francese, con l’esordio alla Paris Fashion Week nel marzo del 2013. La collaborazione si interrompe nel 2017 e, nel 2020, si apre una nuova opportunità. Lo stilista messinese viene scelto come direttore creativo di Roberto Cavalli: “Sono onorato e orgoglioso di portare avanti l’eredità di questo straordinario marchio e soprattutto, di continuare a sostenere l’immagine di glamour e raffinatezza di Roberto Cavalli. Voglio sviluppare le mie idee di inclusione, bellezza e amplificare il dialogo tra culture, diversità ed estetica moltiplicata. Questa è un’opportunità unica per scrivere un nuovo capitolo nella storia di Cavalli, continuando a celebrare l’eredità dell’artigianato e dell’eccellenza italiana”, commenta Puglisi.

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Il debutto avviene nel febbraio del 2021: la collezione parte proprio dalle iconiche caratteristiche del brand, per rinnovarne le creazioni. A luglio dello stesso anno, presenta il nuovo uomo Cavalli attraverso una campagna, ricca di richiami al mondo della Pop Art di Warhol, con protagonista Mike Tyson. Fausto Puglisi oggi riveste ancora il ruolo per la maison di Roberto Cavalli. Nel 2024 le sue creazioni conquistano anche il palco del Festival di Sanremo, indossate da una sua conterranea: Teresa Mannino.

Fausto Puglisi: “Ho lasciato Messina con la mia famiglia nel cuore”

Intervistato da Vogue, lo stilista apre l’album dei ricordi e parla della Sicilia e di Messina: “Da piccolo vivevo le tradizioni dell’isola, come la processione della Vara di Ferragosto, ma ero al tempo stesso il tipico ragazzino anni 80, nato con le tv private e tutta una serie di idoli americani. È in questo contesto che iniziava a maturare la mia critica estetica”.

Fausto Puglisi

Proprio a Messina, ha iniziato a conoscere la moda: “Uno dei primi ricordi che ho è la passeggiata con mio nonno, a Messina, per andare da un suo amico sarto. Sceglievamo i tessuti e per me era una cosa davvero affascinante. Camminavamo lungo lo Stretto, e mangiavamo insieme il gelato al caffè con la panna”, ricorda. Dopo l’arrivo di un suo cugino americano, la decisione di volare negli Stati Uniti: “Quando ho lasciato Messina portavo nel cuore la mia famiglia ma anche la libertà. Sono stato fortunato perché i miei genitori non mi hanno mai imposto limiti né mi hanno mai giudicato. Devo loro tantissimo, come devo tantissimo alla città in cui sono nato“.

Quindi aggiunge: “A Messina – luogo di passaggio e apertura – mi sono sentito sempre libero di fare tutto quello che desideravo. Non avvertivo limiti ma volevo andare a New York perché per me rappresentava il sogno e sapevo che lì mi sarei trovato in un costante dialogo con culture diverse, era ciò di cui avevo bisogno”.

Foto: Instagram @faustopuglisi.

Redazione