Non chiamatelo semplicemente cane di mannara, perché adesso è una razza con tanto di riconoscimento ufficiale. L'Enci (Ente nazionale della cinofilia italiana) ha infatti attivato il Registro Supplementare Aperto per il cane di mannara: si tratta di uno speciale libro genealogico dove vengono iscritti i cani di genealogia sconosciuta, ma rispondenti al "tipo" della razza.

L'Ente, preso atto del favorevole parere espresso dalla Commissione Tecnica Centrale sulla base dei risultati scientifici prodotti dagli studi condotti dal gruppo di lavoro coordinato da Luigi Liotta del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Messina, ha deliberato di accogliere la richiesta di Samannara (associazione presieduta dal Florindo Arengi nata per salvare la razza dall’estinzione e farla riconoscere ufficialmente) ed ha attivato il Registro Supplementare Aperto (RSA) per la razza Cane di Mannara o Mastino Siciliano.

Compito del cane di mannara era salvaguardare le greggi nei loro recinti (chiamati mannare): si tratta di una razza antichissima e pare che un antenato fosse già presente sull'isola sin dall'età del bronzo. Il suo ruolo è stato fondamentale fino agli anni Trenta, ma dopo è cominciato il suo declino. Adesso, è una razza da salvaguardare: se ne contano circa un centinaio di esemplari.