Donne siciliane tenaci e straordinarie.

Ci sono pagine di storia di Sicilia che non tutti conoscono. Quelle pagine sono state scritte dalla tenacia di uomini e donne che, attraverso il duro lavoro, hanno contribuito a rendere la nostra terra ciò che è ancora oggi. Le Gelsominaie di Milazzo furono le prime donne a scioperare in Sicilia. La loro vicenda ci porta in provincia di Messina, per la raccolta dei gelsomini: fiori dal profumo unico e inebriante. La coltivazione, nel secondo dopoguerra, era una delle poche attività cui potevano dedicarsi le donne. Donne e bambine, per essere precisi, perché le loro piccole e affusolate dita potevano cogliere i fiori delicati. Ecco come si lavorava a quei tempi.

Il lavoro delle Gelsominaie di Milazzo

Nei campi di gelsomino si lavorava dalle due di notte fino all’alba. Con la luce del sole, infatti, i gelsomini ingialliscono e non possono più essere raccolti. Le Gelsominaie di Milazzo si riunivano a gruppi. I caporali le portavano nei campi e iniziavano il lavoro alla luce della luna. Indossavano grandi gonne lunghe, le più coraggiose i pantaloni e un grembiule. Un fazzoletto in testa, le più fortunate gli stivali. Altre gli zoccoli, che però si impigliavano nelle piante, quindi preferivano stare a piedi nudi. Stando nell’acqua, spesso, venivano infettate dalla leishmaniosi, riportando tumefazioni articolari, dermatiti e andature zoppicanti. Per ore stavano con la schiena piegata. Tra loro, molte erano mamme e portavano con loro i figli piccoli. La paga per quel duro lavoro era miserabile: la paga era a peso e non a ore: si guadagnavano 25 lire per ogni chilo e le bilance erano spesso truccate. Quelle condizioni tirarono fuori l’orgoglio delle donne siciliane: ecco come.

Il primo sciopero di donne in Sicilia

Le Gelsominaie di Milazzo organizzarono il primo sciopero di donne nella storia della Sicilia. Nel mese di agosto del 1946, guidate da Grazia Saporita (“la Bersagliera”), iniziarono uno sciopero durato nove giorni. Si interessarono alle condizioni di altre lavoratrici e alcune di loro finirono in cella. Nonostante tutto, continuarono a difendersi e difendere, coinvolgendo anche le donne dei semenzai di Mazzarrà Sant’ Andrea, le cavatrici di agrumi di Barcellona Pozzo di Gotto, le incartatrici di Capo d’ Orlando, le salatrici di sarde di Sant’ Agata, le portatrici di argilla di Santo Stefano di Camastra, le raccoglitrici di olive dei monti Nebrodi e delle Madonie. Le Gelsominaie Siciliane vinsero la loro battaglia. Il prezzo fu portato  a 50 lire al chilo, poi a 80-90 lire e, nel 1975, a 1050 lire. Ottennero stivali in dotazione, grembiuli, cesoie e orari più accettabili. La storia di queste straordinarie donne siciliane è, ancora oggi, un esempio per tutti noi. Non dimetichiamolo.

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