La morale dell'allarme è molto semplice: "Con le nuove la gente non saprà cosa fuma". A parlare – anzi, a scrivere – sulle pagine de "Il Fatto Quotidiano" è Paola Saliani, giurista ed esperta di tecnica legislativa. La nuova normativa prevede in particolare

1) il divieto di utilizzo di additivi che rendono più “attrattivo” e “più nocivo” il prodotto del tabacco (es: caffeina, vitamine, coloranti delle emissioni, nonché additivi che facilitino l’inalazione o l’assorbimento di nicotina e che abbiano proprietà cancerogene, mutageniche o tossiche);
2) il divieto di utilizzo di “aromi caratterizzanti” nelle sigarette e nel tabacco da arrotolare dovuti a un additivo o a una combinazione di additivi, come nel caso di frutta, spezie, erbe etc;
3) il divieto di utilizzare nell’etichettatura elementi promozionali e fuorvianti, come riferimenti a benefici per la salute o per lo stile di vita, ad un gusto o un odore etc.

La Saliani, tra le altre cose, si chiede 

il motivo per il quale, in base alla nuova normativa di recepimento europea, venga imposto il divieto di apporre sulle etichette le informazioni relative al contenuto di catrame, nicotina e monossido di carbonio. Secondo l’Ue queste informazioni devono considerarsi ingannevoli per il consumatore che, nel confronto tra più prodotti, tende a preferire quello con minori quantità di queste sostanze, ritenendolo meno nocivo, ma la conseguenza inevitabile di questo principio è che, di fatto, il consumatore di sigarette non è più messo nelle condizioni di sapere cosa fuma, dovendo testare sulla propria pelle qualunque sigaretta senza rendersi minimamente conto del fatto di fumare anche quella più nociva che si trova sul mercato.

Del resto, una cosa è togliere dal pacchetto di sigarette le informazioni promozionali del tipo “a basso tenore di catrame”, “light”, “ultra-light”, “mild”, “naturale”, “biologico”, “senza additivi”, “senza aromi” o “slim”, altra è cancellare completamente le informazioni sul contenuto di catrame, nicotina e monossido di carbonio. Sono due piani completamente diversi. E’ bene tenere presente che i livelli massimi di emissioni di catrame, nicotina e monossido di carbonio previsti per legge non devono superare 10 mg di catrame, 1 mg di nicotina e 10 mg di monossido di carbonio per sigaretta e i controlli sono effettuati dai Monopoli di Stato.