Statue_di_Giacomo_Serpotta_Oratorio_di_San_DomenicoIl noto stuccatore siciliano, Giacomo Serpotta, sarà infatti al centro di un incontro organizzato per oggi, venerdì 5 dicembre, nei locali del Collège de France.

A quasi venti anni di distanza dalla conferenza di Donald Garstang tenutasi nel 1996 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi e dalla rassegna fotografica di Melo Minnella, la Francia torna a prestare attenzione a uno degli artisti più notevoli nel panorama del barocco siciliano: Giacomo Serpotta.

Suoi, molti dei lavori in alcuni degli edifici religiosi più importanti dell’Isola, soprattutto della città di Palermo e della sua provincia.
Il Collège de France è un noto organo formativo di Francia, che si occupa anche di ricerche e studi umanistici e scientifici; l’abile artigiano palermitano verrà ricordato e studiato a Parigi nell’ambito dei “Séminaire de recherche” 2014, all’interno dell’incontro intitolato: “Ornamenti e decorazioni di Sicilia tra il XVII e il XVIII secolo”.

L’artista palermitano fu infatti, oltre che un maestro delle stucco, con cui decorò i pilastri, i fregi, e ne fece statue, anche l’inventore dell’allustratura, una particolare tecnica scultorea che aveva l’obiettivo di aggiungere bellezza e luminosità alle sue creazioni.

Si trattava di un sistema che partiva dall’applicazione di un impasto in grassello di calce, cera e polvere di marmo di Carrara, che aveva l’obiettivo di levigare delicatamente la statua. In un secondo momento, il Serpotta passava sulle sue figure dei panni in lino e spatole calde per completarne l’azione di rifinitura e rendere il lavoro fulgido e liscio.

Allo stuccatore del Settecento, sono state attribuite diverse opere, alcune delle quali, purtroppo, sono andate distrutte a seguito di alluvioni e terremoti, oppure trafugate, ma le più famose sono ancora visibili, per esempio presso la chiesa del Santissimo Rosario in Santa Cita e presso la chiesa di San Domenico di Palermo.
Presso il mandamento della Kalsa, Giacomo Serpotta si occupò di arricchire i pilastri della nota struttura religiosa intitolata a San Francesco d’Assisi; in Santa Ninfa dei Crociferi si occupò di realizzare una ricca cornice per l’opera pittorica “Martirio di San Venanzio”.

Sempre a lui furono affidati alcuni lavori di decorazione presso la chiesa di San Matteo al Cassaro, e le pareti della chiesa di Sant’Agostino, a navata unica.
Ma Serpotta non si limitò solo ad arricchire la sua adorata Palermo, le sue opere vennero infatti portate anche a Vicari, in provincia, e ad Alcamo, nei pressi di Trapani. Suoi sono infatti gli ornamenti presso la chiesa di San Marco di Vicari e le figure allegoriche della Badia Nuova di Alcamo e della chiesa dei Santi Cosima e Damiano.

Autore | Enrica Bartalotta