013mila 900: è il numero dei siciliani che sono scomparsi da quarant’anni a questa parte e che non sono più stati ritrovati. Di loro si sono occupati i funzionari dell’Ufficio del commissario straordinario del Governo.

I tecnici dell’Ufficio del commissario straordinario per le persone scomparse, hanno analizzato i risultati tramessi dalla direzione centrale della polizia criminale e ne è nata una relazione che ha stabilito come delle quasi 13mila persone scomparse in 40 anni, in Sicilia, di 3 mila 900 non si ha più traccia.

La provincia in testa a questa preoccupante graduatoria, è quella di Catania, con 977 scomparsi; seguono a ruota Palermo, Agrigento e poi Messina.
Ma la Sicilia non è la sola regione a combattere contro questo problema: in testa c’è infatti il Lazio, con quasi 7.000 persone scomparse, e subito dietro la Sicilia la Lombardia, a 3.680.

In alcuni casi, la sparizione è collegata ad un allontanamento volontario dai luoghi abitativi, scolastici, istituti o di lavoro, in altri casi invece, si tratta di scomparse causate da disturbi psicologici, per aver infranto una legge, o per aver sottratto il minore alla custodia del coniuge affidatario. Sì, perché nella lista delle persone scomparse sull’Isola ci sono anche i minori: 6 su 10, ovvero 2mila 367, e gli stranieri, i quali rappresentano i due terzi dei numeri raccolti.

La lista è una vera e propria fotografia della Sicilia, perché è del tutto trasversale: scompaiono più frequentemente gli uomini, ma anche le donne, ferme a 715 non sono poche.
Già due anni e mezzo fa, la provincia di Ragusa decise di mettere appunto un piano per la ricerca delle persone scomparse; il progetto, realizzato dalla Prefettura in concertazione con il Commissario governativo e il capo della Polizia, si articola in più piani di intervento a seconda che lo scomparso sia un anziano o un minore, se il fatto è avvenuto in mare o in campagna oppure in città.

Oltre al Comune e alla Provincia, al piano partecipano tutti gli organi normalmente coinvolti nella ricerca delle persone scomparse: come i Vigili del Fuoco e la Capitaneria di Porto, con l’obiettivo di condividere e scambiarsi informazioni, fondamentali nei casi di scomparsa: maggiori informazioni si hanno infatti, maggiore è la probabilità di trovare la persona in fuga, nascosta, dispersa, anche se non sempre ancora in vita.

Quando la polizia si è infatti ritrovata ad approfondire le indagini relative alla vita dello scomparso, anche nei casi di sparizione volontaria, spesso si è venuti a contatto con realtà socio-economiche difficoltose o problematiche. La maggior parte delle denunce, ha infatti a che fare con l’impossibilità di pagare una spesa, come una bolletta o l’affitto, o di non riuscire a trovare un nuovo lavoro dopo un licenziamento.

Autore | Enrica Bartalotta