02(di Silvio D’Auria)  –  Lo “spreco retributivo” della Camera dei Deputati non è indicato soltanto negli stipendi dei deputati. A Montecitorio le buste paga d’oro iniziano con quella del segretario generale, che percepisce 416.387,00 euro netti all’anno, e continuano con quella attribuita al suo vice, con più di 310 mila.

Ma a Montecitorio non ci sono soltanto loro a “godere” di buste pesanti. Per la Camera dei Deputati lavorano altri 1.582 dipendenti.

Un operatore tecnico alla Camera  percepisce 2.600 euro al mese che lievitano a 50 mila euro annui dopo dieci anni di servizio. Dietro la mansione “operatore tecnico” ci sono più di 60 tra elettricisti, centralinisti falegnami, barbieri e baristi.  Una differenza economica notevole  e poco giustificabile rispetto ai loro colleghi che lavorano oltre le mura di Montecitorio

Gli assistenti parlamentari, ovvero  i commessi che operano attorno ai deputati, inizialmente guadagnano più di 36mila euro all’anno.

Sfiorano i 30 mila euro gli stipendi dei collaboratori tecnici,  gli addetti  alle riprese audio e video a Montecitorio, che diventano 64 mila dopo dieci anni e 152 mila  dopo 30 anni  di attività.

Per i segretari parlamentari gli stipendi sono compresi fra i 37 mila euro e i 146 mila. Per i documentaristi e i ragionieri stipendi a 40 mila euro che arrivano a 242mila dopo 30 anni.

I consiglieri parlamentari,  che altri non sono che i funzionari della Camera dei Deputati, godono di una retribuzione iniziale di oltre 68 mila euro che lievitano, 10 anni dopo, a 145 mila euro e dopo 20 anni a 228 mila. A 30 anni dalla loro assunzione, il loro lavoro è “premiato” con 368 mila euro ogni anno. (Sil.Dau)