La Sicilia non smette mai di stupire e rivelare nuovi luoghi da scoprire. Tra questi c’è la Grotta Navarra: un luogo che proprio nuovo non è, ma di cui si è tornati a parlare adesso, grazie al lavoro di BCSicilia. La grotta venne scoperta da Saverio Ciofalo, che ne diede notizia nel 1872, nell’Annuario della Società dei Naturalisti di Monza. Come riporta BCSicilia, Ciofalo scrisse: “Alle falde del nostro monte Euraco o S. Calogero, alla distanza di due chilometri dal mare, ebbi l’occasione di potere osservare due grotte. Una a poca profondità dal suolo, ha la forma quasi rotonda. L’altro scompartimento è più profondo e vi si scende per gradini praticati sulla stessa roccia. In fondo poi si propagano parecchie propaggini, che si addentrano in varie direzioni, le quali sempre più restringendosi diventano impraticabili. In una non trovai indizio alcuno di antica abitazione; nell’altra che è molto più grande vi rinvenni buona messe di selci, alcuni frammenti di stoviglie, ed un pezzettino di osso incrostato in una delle pareti della grotta. Tali avanzi mi fan dire con certezza essere stata questa grotta abitata nei tempi preistorici“.

Della Grotta Navarra non si ebbe più notizia fino al 1991, anno in cui Agostino Navarra guidò lo studioso di preistoria Giovanni Mannino per alcuni rilievi. In seguito, il sito cadde nuovamente nell’oblio ma, da circa un anno, nell’ambito di uno studio sugli insediamenti preistorici nel territorio termitano, BCSicilia ne aveva cercato l’ubicazione. Non è stato facile, ma alla fine la Grotta Navarra è stata trovata. Dopo un intenso lavoro di pulitura, è stato aperto un passaggio per raggiungere l’ingresso. A breve, dopo il lavoro di sistemazione di un viottolo che consenta di arrivare in modo agevole, BCSicilia intende organizzare delle visite guidate.

Foto: BCSicilia

Articoli correlati