La Grotta della Neve (chiamata anche del Collegio) si trova ai piedi dell’Etna, nelle vicinanze di Piano dei Grilli. Siamo nell’ambito del territorio di Bronte, la città del pistacchio, che riserva anche gioielli naturalistici molto rilevanti. La parte del territorio che ricade nel Parco dell’Etna, infatti, è una continua scoperta e offre alcune viste molto suggestive. Oggi abbiamo deciso di fermarci nella Grotta della Neve per raccontare la sua storia. Prosegue, dunque, il nostro percorso di scoperta della Sicilia. A suscitare curiosità è, anzitutto, il suo nome: è proprio quello che ci svela la sua funzione in passato. Si tratta, infatti, di una antenata del moderno frigorifero. Tra le sue cavità, infatti, gli amministratori del Collegio Capizzi conservavano il ghiaccio, che resisteva anche durante i mesi più caldi. La grotta è coperta dai resti di una volta in pietra lavica, che fu costruita per proteggere la neve a lungo, durante i periodi di caldo estivo. Si tratta dell’antico sistema delle neviere.

Grotta della Neve, antenata del frigorifero

Già dal Medioevo, in Sicilia, c’erano i nivaroli, cioè coloro che si occupavano di raccogliere la neve sull’Etna, sui Peloritani, sugli Iblei e sui Nebrodi. Tutto l’anno, avevano il compito di conservare la neve nelle neviere, per poi trasportarla nelle località in riva al mare. La neve si grattava e si utilizzava per la preparazione di sorbetti e gelati. Raggiungere la Grotta della Neve di Bronte non è difficile. Da SS. Cristo, attraverso la tipica stradella di basolato lavico che taglia la colata lavica a corde del 1651, si giunge a Piano dei Grilli. Dopo qualche centinaio di metri, prima della casermetta forestale, si lascia la strada, seguendo le indicazioni. Dopo un percorso a piedi di circa 500 metri, si arriva. Visitare questi luoghi significa non soltanto approfondire la conoscenza del patrimonio naturalistico, ma anche gli usi di un tempo.

Articoli correlati