156018d045c4272b91967aa31ec0c072In queste ore, in Sicilia, ci si interroga sulle ragioni che hanno provocato i devastanti incendi che, nei giorni scorsi, hanno ‘inghiottito’ centinaia di ettari di boschi. Un danno ambientale incalcolabile, che in alcuni casi ha messo a rischio anche la vita delle persone, visto che gli incendi hanno lambito alcuni centri abitati.

Invece di provare a cercare di capire le ragioni di quanto è successo, è iniziato un indecoroso gioco di scaricabarile che non solo non rende giustizia alla verità dei fatti, ma che rischia di esporre la Sicilia ad altri danni, se dovesse presentarsi un’altra ondata di Scirocco.

Entriamo subito nel cuore della questione per dire che le teoria ‘complottiste’, spesso, servono solo a coprire responsabilità politiche amministrative che, invece, sono sotto gli occhi di tutti.

E’ stato detto che gli incendi erano il frutto di una strategia testa a ‘convincere’ la Regione siciliana a bandire la gara per il servizio di elicotteri antincendio. Ora, a parte che il ritardo nell’apprestare il servizio degli elicotteri per spegnere gli incendi è incredibile – a luglio una Regione come la Sicilia non può non avere la disponibilità di questo servizio!- questa tesi si è dimostrata falsa.

Qualche giorno dopo gli incendi, infatti, la gara è stata bandita, ma è andata deserta! Il problema, non era questo.

Ancora meno convincente è la solita tesi che ad appiccare il fuoco sarebbero stati gli operai della Forestale. La realtà – anche in questo caso – racconta una storia diversa. La verità è che quest’anno la Regione non ha i soldi per pagare gli operai che si occupano della manutenzione dei boschi e del servizio antincendio. La verità è che la grande arma dell’uomo contro gli incendi dei boschi è la prevenzione. E le azioni di prevenzione, quest’anno, non sono state messe in atto per mancanza di soldi!

Prevenzione significa realizzazione dei viali parafuoco. Prevenzione significa eliminazione di tutte le erbe secche che si trovano nel sottobosco. Questi lavori vanno effettuati ad aprile, a maggio e a giugno. E quest’anno non sono stati effettuati perché – lo ribadiamo – la Regione siciliana non ha i soldi.

Il 15 giugno la Sicilia avrebbe già dovuto aver effettuato tutti i lavori di prevenzione degli incendi nei propri boschi; e avrebbe dovuto avere pronto il Servizio antincendio. Invece, quando sono scoppiati gli incendi, nei due giorni di Scirocco, non solo – come già detto – non erano stati effettuati i lavori di prevenzione del fuoco (e questo già è un fatto gravissimo!), ma non era operativo nemmeno il servizio antincendio della Forestale!

Senza viali parafuoco, con le erbe secche abbandonate nel sottobosco, con un vento di Scirocco che in queste giornate è pericolosissimo, il fuoco si è propagato nei boschi siciliani ad alta velocità. Questo è un dato oggettivo.

In questi casi conta poco sapere se il fuoco è stato appiccato da qualche piromane – eventualità che non va esclusa – o da qualche automobilista distratto che ha gettato via il mozzicone di sigaretta.

Nei giorni di Scirocco, in certe strade della Sicilia – specie in presenza di abbondanti erbe secche – una sigaretta accesa può provocare danni enormi.

Andare alla ricerca di piromani e di appalti mancati (il caso degli elicotteri) per spiegare il perché degli incendi, quando, di fatto, i boschi sono stati abbandonati all’incuria è da stolti. Lasciare centinaia e centinaia di ettari di boschi senza aver eliminato le erbe secche e senza aver realizzato i viali parafuoco è una follia tutta siciliana, anzi tutta italiana, se è vero che i soldi della Regione mancano perché se li è presi Roma.

L’anno scorso Roma ha strappato dal Bilancio della Regione 915 milioni di euro. Quest’anno un miliardo e 100 milioni di euro. Si chiamano “accantonamenti”. Sono soldi che Roma toglie alla Sicilia per tenere i ‘conti a posto’, secondo le indicazioni dell’Unione europea e della Banca centrale europea.

Il problema è che Roma aggiusta i propri conti ai danni delle Regioni. In questo caso, ai danni della Regione siciliana. Che quest’anno è rimasta senza soldi. Tant’è vero che non ha potuto organizzare un corretto servizio di gestione dei boschi e di prevenzione degli incendi negli stessi boschi (per non parlare di tutte le fondazioni e associazioni culturali siciliane lasciare senza soldi!).

In questo marasma c’entra anche la disorganizzazione del Governo e della cosiddetta ‘Amministrazione attiva’ della Regione che, trovandosi senza risorse finanziarie, ha combinato un grande casino, ‘risparmiando’ sui lavoratori della Forestale. Una doppia follia, perché ai lavori non eseguiti nel sottobosco dei boschi siciliani, alla mancanza di viali parafuoco si è aggiunta la disorganizzazione e l’avviamento al lavoro, in ritardo, degli operari della Forestale.

Il risultato è stato che, quando sono scoppiati gli incendi, le operazioni di spegnimento sono andati avanti all’insegna della confusione: da una parte i pompieri, dall’altra parte la Protezione civile, poi gli operai della Forestale richiamati in frett’e furia senza contratti e senza le attrezzature, assenza di elicotteri. Una confusione mostruosa.

Ma il pesce puzza sempre dalla testa. La responsabilità primaria di tutto quello che è avvenuto nei boschi siciliani è del Governo nazionale che ha lasciato la Regione senza soldi. Non è certo un caso se, ancora oggi, mentre scriviamo, non ci sono i soldi per avviare al lavoro gli operai della Forestale, che stanno prendendo servizio a luglio, con tre mesi di ritardo, a ‘macchia di leopardo’. In certe province dell’Isola dove gli Ispettorati hanno avanzi di amministrazione si stipulano contratti; in altre province non ci sono soldi e si avviano gli operai della Forestale con contratti sulla parola.

Insomma, la confusione non è finita. Non osiamo chiederci che cosa succederebbe in Sicilia se dovesse arrivare un’altra ondata di Scirocco…