Niente Ikea a Palermo, almeno per il momento. A dare la notizia, attraverso le pagine di Repubblica, è Salvo Palazzolo. La società svedese avrebbe infatti smentito di voler aprire un punto vendita nel capoluogo: «Ikea non ha progetti di sviluppo immobiliare nella città di Palermo. Confermiamo comunque il nostro interesse per l’area siciliana».

Da un po' di tempo si parla della possibilità di aprire un altro megastore sull'Isola, oltre quello già presente a Catania e non erano mancate le dichiarazioni in merito al fatto che la volontà di puntare su Palermo ci fosse. Adesso, però, è arrivato il dietrofront che, a quanto pare, sarebbe legato all'acquisizione di alcuni terreni che si trovano in zone da anni sotto la lente di ingrandimento per alto rischio di infiltrazioni mafiose.

Alcuni di quei terreni, nelle zone di Roccella e Ciaculli, apparterrebbero alle famiglie mafiose di Brancaccio, tra cui «la famiglia del capomafia di Brancaccio Giuseppe Guttadauro, “u dutturi”, l’ex aiuto primario del Civico diventato – scrive Repubblica – uno dei padrini più influenti di Cosa nostra».

Per contrastare il rischio di infiltrazioni mafiose, la Prefettura ha siglato un protocollo d'intesa con il Comune:  «Abbiamo voluto rafforzare la normale procedura disciplinata dal Codice antimafia anche perché il comune sta varando il nuovo Piano regolatore generale. Il protocollo rappresenta un contributo importante per mettere al riparo da speculazioni a sfondo mafioso il settore urbanistico, soprattutto in aree periferiche idonee a grandi investimenti. Ed esattamente le Circoscrizioni II (Brancaccio, ndr), III, VI e VII di Palermo; l’Intesa serve pertanto come garanzia per quelle aziende palermitane, italiane e straniere che vogliono in qualche modo cogliere questo momento positivo della Città».