PALERMO – La punciuta sarebbe ormai diventata una cerimonia desueta nella mafia. Almeno è quanto racconta il pentito del Borgo Vecchio Giuseppe Tantillo. Il rituale consiste in una santina che brucia sul palmo della mano dell'uomo d'onore, bagnata da una goccia di sangue, mentre il nuovo affiliato recita la formula del giuramento. E il rituale, come scrive "LiveSicilia", non è stato rispettato per Tantillo.

La cronaca racconta però che in tante altre occasioni Cosa Nostra è rimasta ancorata alla tradizione: "Diciamo che è una cosa che non la usano tanto, ma è raro che viene fatta la punciuta, a meno che è una persona di alto rilievo e viene battezzato, da quello che noi sappiamo e abbiamo appreso nel mondo criminale, mafioso", rivela il pentito ai pubblici ministeri Annamaria Picozzi e Amelia Luise.

Come avvenne l'ingresso ufficiale di Tantillo nella famiglia mafiosa? "Nel luglio 2011… una parlata formale che ho avuto con lui (Giuseppe Di Giacomo, all'epoca reggente e poi ucciso a colpi di pistola alla Zisa) e poi siamo stati presentati io e mio fratello (Domenico Tantillo) agli altri esponenti di Porta Nuova, cioè come Tommaso Di Giovanni, Alessandro D’Ambrogio, Nino Ciresi, Nicola Milano… e fummo presentati come responsabili della famiglia mafiosa del Borgo Vecchio".