La tassa sulla prima casa è stata abolita, ma adesso si rischia una tassa sull'ascensore, che potrebbe anche costare il doppio della Tasi. Ad accendere i riflettori sull'argomento è Confedilizia, che chiede al Governo nazionale di fare marcia indietro sull'obbligo di verifica straordinaria degli ascensori esistenti, messo a punto dal ministero dello Sviluppo Economico, che ha recepito una direttiva europea.

A motivare la disposizione ministeriale è l'esigenza di aumentare il livello di sicurezza degli impianti esistenti in Italia. Confedilizia, però, ha ricordato che la legge prevede già obblighi stringenti per gli ascensori: 

È palese che la sicurezza è garantita – spiega l'organizzazione – tanto la percentuale di incidenti è bassissima, in presenza di un traffico giornaliero di passeggeri da trenta a quaranta milioni.

Secondo quanto dichiarato da Confedilizia, il ministero dello Sviluppo Economico ha "licenziato uno schema di dpr che impone una verifica straordinaria degli ascensori esistenti, attribuendo ai soggetti verificatori la facoltà di prescrivere una serie di costosi interventi a carico dei proprietari di casa".

Secondo le stime diffuse dall'organizzazione, questa tassa potrebbe arrivare a 350 euro per nucleo familiare.

Ci appelliamo al Presidente del Consiglio – ha detto il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa – affinché non venga imposta a milioni di famiglie, già provate dalla congiuntura economica, una spesa che annullerebbe in un colpo solo gli effetti dell’abolizione della Tasi sull’abitazione principale, imponendo esborsi pari al doppio del gettito della Tasi stessa. La sicurezza è un mero pretesto, perché cela interessi di alcune categorie che intendono lucrare a spese di condomini e proprietari di casa.