"I bambini dell'asilo adiacente al nostro deposito sono stati tratti in salvo dai carabinieri, dalle maestre, dai vicini, da mio padre, da mia madre e da me! Una cinquantina di creature terrorizzate che abbiamo salvato facendo una catena umana grazie anche all'intervento di una mia amica che ne ha caricati diversi in macchina, e una volta tirati fuori da quell'asilo in cui dovevano essere al sicuro, abbiamo cercato di tranquillizzarli dentro il nostro magazzino dandogli acqua e il sostegno morale di cui avevano bisogno! Un bambino in lacrime mi ha detto 'Adesso muoio?'. Una scena che non dimenticherò mai. Bambini che urlavano,genitori in preda al panico che cercavano i figli, altri che chiamavano al cellulare chiedendoci se i loro bambini fossero da noi! Un carabiniere, che dovrebbe essere premiato, per salvare l'ultimo rimasto dentro la scuola ha spaccato un vetro a mani nude!". Le testimonianze sull'inferno-incendi in Sicilia sono drammatiche. Il riferimento, in questo caso, è a quanto accaduto a Monreale, dove si è sfiorata davvero una tragedia probabilmente senza precedenti. 

Il povero Mauro racconta i suoi problemi personali: "Ieri per me e la mia famiglia è stato un giorno terribile, abbiamo una villa a Cinisi. Non è rimasto più nulla, tutto bruciato, non siamo riusciti a fermare il fuoco, abbiamo fatto di tutto grazie anche all'aiuto delle forze dell’ordine ma era troppo tardi, abbiamo perso tutto. Una casa costruita piano piano con i risparmi di tutta la famiglia". E c'è chi, prevedibilmente, attacca i piromani: "La Sicilia dovrebbe vivere di turismo ma se questi criminali rovinano il territorio è finita!". In effetti, a ben guardare immagini e video, l'isola è stata messa in ginocchio.