Gambe e braccia rotte, addirittura il volto sfregiato. Era così che la banda di truffatori si presentava in ospedale sostenendo si trattasse di traumi da incidente stradale. In realtà, era tutto falso. Una truffa che si presume abbia fruttato alla banda decine di migliaia di euro, dai 20 ai 30 mila a sinistro. Il processo, che si è svolto con rito abbreviato, si è concluso con la condanna di Salvatore Candura, ex collaboratore di giusitizia che ha reso false dichiarazioni sulla strage di via D’Amelio, e che sarebbe stato la mente della banda, di Pietro Carollo, Maurizio Furitano e Davide Scafidi.

Altri indagati hanno scelto il rito ordinario. Tra loro c’è Anna Campagna che, incinta di due mesi, si sarebbe fatta sfregiare il volto con dei cocci di bottiglia per simulare gravi ferite. Alcune intercettazioni hanno rivelato che nei piani della banda c'era anche di coinvolgere la figlia della Campagna, di 13 anni, con lo scopo di ottenere maggiori risarcimenti dalle compagnie assicurative con i loro incidenti stradali truccati.