Iniziare a lavorare presto, troppo presto, fa male alla salute. È il risultato di una ricerca condotta dal dottor Paul Kelley dell’Università di Oxford. Lo studio ha rivelato che i ritmi di vita medi delle persone sotto i 55 anni non sono sincronizzati con le esigenze del loro organismo.

Tutto questo può causare negli anni seri problemi legati alla privazione di un adeguato sonno ristoratore: ansia, aumento di peso, ipertensione, debolezza del sistema immunitario e patologie mentali, ma anche frustrazione, stress, perdita della memoria e dell’attenzione, minore rendita sul lavoro e maggiore propensione all’uso di alcol e stupefacenti. 

La ricerca ha così individuato gli orari ottimali per iniziare a svolgere il proprio compito, partendo dagli studenti. Gli alunni di 10 anni non dovrebbero mai sedersi al banco prima delle 8.30; quelli di 16 anni, invece, dovrebbero incominciare le lezioni intorno alle 10 e gli universitari anche dopo le 11. Questo, sempre secondo lo studio, potrebbe portare a un miglioramento complessivo dei voti del 19%.

La stessa cosa, a quanto pare, varrebbe anche per i lavoratori. Il classico orario d’ufficio 9-17 non permetterebbe ai dipendenti di esprimere al meglio le proprie capacità: gli adulti di oggi, infatti, tendono ad andare a letto intorno alla mezzanotte e a svegliarsi troppo presto rispetto alle necessità del loro organismo. Posticipare l’ingresso in ufficio anche soltanto di un'ora, quindi, gioverebbe moltissimo all'umore e alla produttività generale.