La Magna Via Francigena, il “cammino di Santiago siciliano“, cresce e si allunga la lista dei Comuni interessati dai percorsi. Per quanto riguarda l’area del Palermitano, l’ultimo comune in ordine di tempo a entrare a fare parte di uno degli attuali quattro itinerari, è Montelepre.

Si tratta dell’itinerario della via Francigena Mazarense. A dare la notizia è stata la stessa amministrazione di Montelepre:

“Montelepre è stato ufficialmente inserito nell’itinerario che si estende per circa 900 chilometri e che passa dai paesaggi montani alle valli coltivate a grano dell’interno. Un cammino che rispecchia il sapiente intreccio di culture che ancora oggi forma la società siciliana”.

Magna Via Francigena, alla scoperta della Sicilia

La Magna Via Francigena è la Via che collega Agrigento a Palermo. Da sempre si tratta di una direttrice importante di movimento per uomini, animali e cose. Sin dall’età arcaica, di collegare le sponde del Mediterraneo a quelle del Tirreno facendo sì che il Sud potesse respirare l’aria del Nord e le sue contaminazioni culturali.

Dai coloni Greci provenienti dalle isole dell’Egeo che vennero nel VII sec. a fondare le poleis siceliote e si confrontarono e scontrarono con le genti fenicie che occupavano la cuspide occidentale dell’isola, ai Romani che, una volta presa Akragas risalirono questa via per conquistare Panormus, costruendo una rete a maglie ordinate di statio e mansio, punti costruiti a distanze precise che permettevano di cambiare cavalli, rifocillarsi o dormire, rimasti attivi fino al IV sec. d.C. .

Dai Bizantini che poco tempo dopo occuparono la regione e la inserirono nel thema di Sicilia, insediandosi sulle rocche e sulle alture a scopi difensivi ai guerrieri Musulmani che dall’Africa settentrionale, dall’Arabia e dalla Spagna invasero l’isola nel IX sec. trasformando il volto delle strade e dei villaggi che nel corso dei secoli prosperavano o venivano abbandonati.

Fino ai cavalieri francesi provenienti dalle coste della Normandia. In poco più di trenta anni, i Normanni guidati dal Gran Conte Ruggero d’Altavilla e dal fratello Roberto il Guiscardo, riconquistarono l’isola da due secoli ormai sotto controllo degli Emiri e ricristianizzarono tutto il territorio, ricostruendo le chiese di rito greco, edificandone nuove di rito latino, permettendo quell’osmosi che ha creato le premesse per la società siciliana di oggi.