Proprio in questi giorni continuano ad Agrigento i festeggiamenti per la 69esima Sagra del Mandorlo in Fiore: la popolare ricorrenza torna puntualmente ogni anno, in occasione della fioritura dei mandorli e dell'imminente arrivo della primavera. Si tratta di un appuntamento irrinunciabile, che comincia nei primi giorni di febbraio e va avanti fino a metà marzo, con tanto folklore, gastronomia ed esibizioni artistiche. 

La storia

Per ricostruire la storia della Sagra del Mandorlo in Fiore, bisogna andare indietro fino al 1934, quando comparve per la prima volta nella città di Naro, per volontà di Alfonso Gaetani, il quale desiderava far conoscere i prodotti siciliani. Dal 1937 in poi, la Sagra si spostò ad Agrigento, prendendo il nome con cui tutti la conosciamo. Negli anni Quaranta, dovette interrompersi a causa del secondo conflitto mondiale, ma riprese nel 1948 con cadenza annuale (si registrò un'altra interruzione nel 1066, a causa della drammatica frana di Agrigento) ed un numero di eventi in calendario che è cresciuto con il passare del tempo. Dal 1954 ha anche accolto il Festival Internazionale del Folklore.

Il mito

Dietro la Sagra del Mandorlo in Fiore, c'è il mito della fioritura del mandorlo, scritto da Omero. La fioritura sarebbe collegata alla storia d'amore tra la principessa Fillide ed Acamante, il quale andò a combattere la guerra di Troia. Fillide non smise di aspettare il suo amato, ma quando i superstiti fecero ritorno a casa, Acamante non ritornò. Pensando che fosse morto, la principerrà morì disperata: la dea Atena rimase colpita dalla sua morte e decise di trasformarla in mandorlo. Acamante in realtà non era morto e fece ritorno: quando scoprì che la sua amante era morta e si era trasformata in mandorlo, abbracciò l'albero, che fiorì, come se volesse stringerlo a sé.

Curiosità sulla Sagra del Mandorlo in Fiore
Nel 2011, durante il festival "Cubaita della Concordia", venne creato il torrone più lungo mai esistito, con una lunghezza di 660 metri: è stato preparato con 1.500 chili di mandorle e 1.000 chili di zucchero ed è entrato a far parte del catalogo del Guinness World Records.