Sono passate 24 ore, ma l'allerta incendi sembra non essere ancora rientrato. L'emergenza sta lentamente rientrando, come conferma la centrale operativa della Protezione Civile regionale. In questo momento sono in azione complessivamente sei Canadair, in diverse zone dell'isola, a supporto delle squadre di vigili del fuoco e forestali impegnate nelle operazioni di spegnimento.Fortunatamente, il calo del vento e delle temperature ha favorito le operazioni di spegnimento, ma l'unità di crisi ha segnalato roghi sulla sommità di Monte Pellegrino. Come riporta PalermoToday, due canadair sono in azione sul promontorio e anche a San Martino delle Scale. Ci sono gli ultimi focolai a Poggio Ridernte e all'Arenella, dove le fiamme hanno divorato i capannoni abbandonati dell'ex Chimica, si vede una nube di fumo. 

"La situazione è migliorata ma rimane critica nella provincia di Palermo e nella zona di Cefalù e Messina – spiega Calogero Foti, capo della Protezione civile in Sicilia, nel corso di un intervento a Rai Buongiorno regione -. Per l'alto numero di focolai la quantità di uomini che avrebbe dovuto provvedere sarebbe stata immane e non eravamo dotati di risorse umane e attrezzature e mezzi per affrontare questi scellerati attacchi".

Cefalù è tra i centri più colpiti: si segue la pista dolosa, perché le fiamme sono partite contemporaneamente, in punti anche distanti l'uno dall'altro. "L'autocombustione è una favoletta. Non è possibile che tutta l'Isola prenda fuoco per caso nello stesso momento", dice il presidente dell'ente Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, vittima il mese scorsa di un attentato. "I responsabili – commenta – sappiano che non avranno scampo".