La Sicilia riscopre i treni…

Da quando le strade in Sicilia cadono giù come la pioggia, i siciliani (forse un po’ costretti) hanno riscoperto il fascino di viaggiare in treno.  A seguito del crollo dell’A19, Catania-Palermo si percorre (in treno) in poche ore, 2.45 minuti per l’esattezza. Prima, raccontano tutti, poteva servire anche mezza giornata.

E’ contento Primo David, 59 anni, da 40 anni ferroviere ed intervistato da Corriere della Sera.

«I clienti sono il nostro patrimonio. Sapeste che gioia vedere i piazzali delle stazioni di Catania o di Caltanissetta pieni di auto. E i vagoni stracolmi, alcuni non trovano posto a sedere, ma noi non lasciamo a terra nessuno».

Ed ecco che tutto torna come prima, quando Regione e Trenitalia collaboravano per il bene dei cittadini. Nell’immediato sono stati messi a disposizione dei siciliani 7 treni minuetto per 14 corse al giorno.

Dalla crisi, una opportunità:

Parla adesso Orazio Iacono, direttore della Divisione passeggeri regionale di Trenitalia:

“Le cose semplici vincono sempre e sopra ogni cosa. Da due anni stavamo lavorando a questo modo di collegare le città, corse veloci e frequenti eliminando le fermate intermedie. Dovevamo introdurre il servizio sulla Palermo-Catania a dicembre, dopo il crollo del viadotto la Regione ci ha chiesto di anticipare il servizio”.

Parla anche l’assessore regionale alle Infrastrutture Giovanni Pizzo

“Purtroppo la nostra è una terra conservativa, scontiamo un ritardo culturale. C’è scarso interesse politico sui trasporti, tutti chiedono “lavoro, lavoro”, ma bisogna capire che il tasso di dinamicità incide sul benessere di un’intera società”.

Adesso le polemiche non contano più: la Sicilia vanta un servizio degno di essere chiamato come tale. Così per la gioia Primo David (il ferroviere felice per i vagoni pieni e per la qualità del servizio erogato, si è messo ad omaggiare torroncini).

David omaggia caramelle e torroncini a tutti.

Ma non fa solo questo; lui mostra i panorami mozzafiato presenti sulla Palermo-Catania: allunga le mani per mostrare sullo sfondo del finestrino un mulino oppure un vigneto ma non sa rispondere ad un'altra domanda, posta dai passeggeri:

E quando ricostruiranno il viadotto, questi treni spariranno?