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Una donna di 34 anni della provincia di Torino è stata condannata a 14 anni di reclusione. Il 30 maggio 2017 gettò il figlio neonato dal balcone di casa subito dopo averlo partorito in bagno. Il processo si è svolto con rito abbreviato. Il giudice dell'udienza preliminare ha ritenuto la donna colpevole di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela, anche se probabilmente il grado di colpevolezza è stato attenuato dal giudizio del perito del tribunale, secondo cui l'imputata al momento del fatto era incapace di intendere e di volere.

Il bambino, frutto di una relazione extraconiugale, fu ritrovato in strada ancora vivo da alcuni addetti della raccolta rifiuti, ma morì in ospedale poche ore dopo per le gravi ferite riportate in diverse parti del corpo. La mamma, dopo averlo gettato via, simulò un comportamento normale: accompagnò l’altra figlia di tre anni all’asilo e finse di scoprire in quel momento l’accaduto commentando con i vicini di casa. Solo dopo diverse ore, messa alle strette, confessò di aver partorito quel bambino.

"Sono andata in bagno e il bambino è nato", aveva raccontato la donna ai carabinieri dicendo di non ricordare il resto: né il taglio del cordone, né il lancio del piccolo dalla finestra. Aveva anche detto che non sapeva di essere incinta. Anche il marito aveva detto di non essersi mai accorto di nulla. L’autopsia confermò che le ferite riportate dal bambino erano compatibili con la caduta dall’alto. L'avvocato della donna ha annunciato che ricorrerà in appello.