La Sicilia torna ad essere protagonista nel programma di RaiUno L'Arena, condotto da Massimo Giletti. Al centro del dibattito, c'è un argomento spesso al centro di cronaca e polemiche: i forestali. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha reso noto che sono state inviate le lettere di licenziamento ad un folto numero di forestali con una fedina penale incompatibile con l'attività nella pubblica amministrazione: "È indegno – ha detto – che siano pagati con denaro del popolo italiano e siciliano".

Esiste una legge in Italia, quella del 27 marzo 2001 – ha spiegato in studio Crocetta – che reintroduce nell'ordinamento dello Stato la previsione che chiunque sia stato condannato a una pena superiore ai tre anni, non può avere alcun rapporto di lavoro con la pubblica amministazione. Ma nessuno lo ha fatto prima, perché essere mafiosi era una medaglia per assumerli, un motivo in più.

Sollecitato dal presentatore, il Governatore ha anche spiegato:

Ho impiegato un anno e mezzo per avere gli elenchi di questa gente e dei reati che hanno commesso  ovviamente c'è stato un sistema connivente e non è l'unico ramo dell'amministrazione. Ho licenziato cento Pip, a Palermo licenziare cento mafiosi non è un'attività senza rischio e indolore.

Al presidente ha risposto Maurizio Grosso, segretario generale del sindacato dei forestali:

Non è una notizia clamorosa se andiamo a vedere le precentuali dei lavoratori condannati in altri settori, ci accorgiamo che nel nostro settore ce ne sono meno in assoluto. Dai dati che abbiamo noi, che vengono dallo stesso ufficio da cui attinge Crocetta, risultano 66 quelli incompatibili. E se qualcuno è incompatibile con le norme dello Stato non abbiamo difficoltà a licenziarlo

Immediata la replica di Crocetta:

Tremila ne ho trovati – dice – ci sono stupratori, condannati per tratta di schiavi, traffico di stupefacenti, reati gravissimi.