Ingredienti semplici, un profumo di agrumi e una tecnica che viene dalla tradizione conventuale. Il latte fritto è uno dei dolci simbolo del Carnevale siciliano, semplice da realizzare e profondamente legato alla cultura gastronomica dell’Isola.
Latte fritto siciliano: semplicità, storia, gusto
A Carnevale la frittura diventa rito. In Sicilia questo rito prende forma anche nel latte fritto, un dolce che affianca preparazioni come le sfinci e che continua a essere amatissimo per la sua genuinità. Bocconcini dorati, croccanti all’esterno e morbidi all’interno, da gustare uno dopo l’altro. Una ricetta essenziale, nata per valorizzare ingredienti comuni e trasformarli in qualcosa di speciale.
Origini antiche e influenze straniere
Le origini del latte fritto siciliano affondano nel passato. La ricetta, secondo la tradizione, sarebbe stata tramandata dalle suore clarisse e risalirebbe al Seicento. La sua diffusione è però legata anche alla presenza spagnola in Italia, che ha lasciato un segno profondo nella cucina regionale.
Non a caso, preparazioni simili esistono in altre aree del Paese e in Spagna. La versione siciliana, però, si distingue per elementi distinti, come l’assenza di uova nell’impasto e l’uso della scorza di agrumi, che dona un profumo delicato e riconoscibile.
Dolce “povero” solo all’apparenza
Il latte fritto nasce come dolce popolare. Gli ingredienti sono pochi, economici e facilmente reperibili. Proprio questa semplicità ne ha garantito la sopravvivenza nel tempo. Non è una ricetta scenografica, ma una preparazione che parla di casa, di feste di paese e di tavole condivise. Un esempio perfetto di come la cucina siciliana sappia essere essenziale senza rinunciare al gusto.
Ricetta del latte fritto siciliano
Ingredienti
- Latte intero: 800 g
- Amido di mais (maizena): 200 g
- Zucchero: 150 g
- Scorza di limone: 1
- Zucchero a velo (ozpionale)
Per la panatura
- Uova: 4
- Pangrattato: 200 g
Per la frittura
- Olio di semi di arachide: q.b.
Tempi e info utili
- Tempo di preparazione: circa 30 minuti
- Tempo di raffreddamento: almeno 4 ore (consigliata una notte in frigorifero)
- Tempo di cottura: circa 1 minuto per lato
- Resa: circa 18 pezzi
- Difficoltà: media
Procedimento sintetico
- Mescolare amido, zucchero e scorza di limone grattugiata.
- Scaldare il latte e unirlo gradualmente agli ingredienti secchi, mescolando per evitare grumi.
- Riportare il composto sul fuoco dolce e mescolare con cucchiaio di legno o marisa fino ad addensamento.
- Spegnere e mescolare energicamente fino a ottenere una crema liscia.
- Versare la crema in una teglia foderata (circa 26×19 cm) e far raffreddare completamente in frigorifero.
- Tagliare a cubotti da circa 4 cm.
- Passare ogni pezzo in uova, pangrattato, quindi ripetere per una doppia panatura.
- Friggere in olio a 170°, pochi pezzi alla volta, per circa 1 minuto.
- Scolare su carta assorbente e servire. Se volete, potete cospargere di zucchero a velo.
La riuscita del latte fritto dipende da piccoli accorgimenti. È fondamentale evitare la frusta durante la cottura della crema, per non comprometterne la consistenza. La doppia panatura garantisce una crosta uniforme e resistente, mentre la temperatura dell’olio assicura una frittura asciutta e rapida. Sono passaggi semplici, ma decisivi.
Il latte fritto rende meglio quando è consumato al momento. È un dolce pensato per essere condiviso subito, quando il contrasto tra caldo e freddo, croccante e cremoso, è ancora perfetto.
Pur restando fedele alla ricetta classica, il latte fritto può essere aromatizzato con cannella o scorza d’arancia. In alcune versioni viene accompagnato da cioccolato fondente fuso, un’aggiunta moderna che ne esalta il lato più goloso senza snaturarne l’identità.
