01Il libro tratta principalmente delle lunghissime delle guerre tra le più grandi città del
Mediterraneo del V secolo a.C.: Cartagine e Siracusa, guerre sconosciute ai più perchè a scuola, stranamente, non si studiano.

La colonizzazione fenicia prima, e quella greca poi, rappresentarono fenomeni di immani dimensioni e di incalcolabili conseguenze, forse le più rilevanti della storia dell’Occidente. I due eventi nel loro insieme, diedero vita ad un’epopea che di fatto unificò l’intero bacino mediterraneo e dalla quale scaturirono le fondamenta di quello che oggi definiamo “pensiero occidentale”. Le guerre greco-puniche furono l’esito naturale di questa corsa alla "nuova frontiera". La storia di queste guerre, le guerre più lunghe dell’antichità, è appunto l’argomento del libro. Si è seguita la storia delle due civiltà a partire dalle loro origini. I Greci erano un ceppo indoeuropeo sceso sulle tiepide coste egee a cercare una vita più agiata. I Fenici invece si collocarono in riva al mare presso la terra di Canaan, stanchi dei torridi territori dei Sinai, alla ricerca di nuovi mercati. I due popoli, o meglio i loro antenati, agli antipodi per origini e visione di vita, finirono per influenzarsi a vicenda quando vennero in contatto, alla fine del “medioevo ellenico”. Così i Fenici insegnarono ai Greci a scrivere e questi trasmisero ai Semiti le tecniche di navigazione d’altura.Stranezze della storia che porteranno gli Elleni ad essere i più grandi scrittori dell’antichità ed i Fenici i marinai più famosi di ogni tempo. Divenuti quelli che conosciamo per reciproco influsso, si lanciarono quindi alla conquista del Mediterraneo occidentale. In pochi secoli le coste non colonizzate del Mediterraneo occidentale si esaurirono e gli avamposti delle due civiltà finirono per essere confinanti. Ma i Greci non erano per nulla intenzionati a fermarsi e, guidati dall’oracolo di Delfi, presero a contendere palmo a palmo i litorali ai Fenici. Questi sembrarono inizialmente non poter reggere la pressione colonizzatrice ellenica, pressione che presto si concretizzò nella creazione di metropoli costiere di prima grandezza nella penisola italiana ed in Sicilia. Ma poi una delle più fiorenti colonie mercantili di Tiro, Cartagine, cambiò pelle per trasformarsi in una vera e propria superpotenza militare e ciò successe quando la sua madre patria perse la libertà per mano dei Persiani. I Punici avevano ormai carta bianca anche in politica estera ed i loro eserciti e la loro possente flotta non solo sottomisero le altre colonie Fenicie ma rappresentarono un argine efficace all’espansionismo ellenico. Era l’inizio del VI secolo a.C. quando dalle scaramucce si passò ai fatti. I primi scontri avvennero sulle onde del Golfo del Leone e sulle sabbie del Sahara: in gioco c’era la ridefinizione delle rispettive aree di influenza. I Greci di Focea riuscirono a fondare Marsiglia e altre colonie fino alle coste iberiche ma quelli di Cirene non riuscirono ad andare oltre alla Grande Sirte. I Cartaginesi, rinsaldato il controllo sull’Occidente siciliano e sulle Baleari, riuscirono ad evitare che i Greci dilagassero in Corsica e Sardegna. Sulla linea ideale che passava da queste isole i Punici inchiodarono il nemico che fu costretto ad un tentativo di sfondamento proprio là dove Cartagine era più vicina ed influente. In Sicilia quindi prese il via la fase più lunga e logorante delle guerre.

Il Mediterraneo alla fine del VII secolo a.C. con le direttrici della ultima fase colonizzatrice greca(in azzurro, come le are di influenza greca).

 

In rosso le aree fenicio-puniche;in bianco l’asse rodano-cirenaico, l’asse della opposizione punica. In verde l’area etrusca ed in giallo quella romana.

Non conviene in questa sede ricordare la pletora di campagne militari, battaglie di terra e di mare, di spedizioni punitive, di assedi e deportazioni che si successero quasi senza soluzione di continuità nell’arco temporale di due secoli e mezzo. Un elenco necessariamente arido di nomi, fatti e date che,adeguatamente diluito nel libro, potrebbe risultare indigesto in queste poche righe. Più importante è invece sottolineare quali furono le conseguenze più evidenti di questi interminabili scontri senza un chiaro vincitore. In primis finì il periodo d’oro della grecità isolana, ricchissima di pensatori ed artisti nel primo periodo classico. Infatti, allo splendore della ormai metropoli Siracusa, fece da contraltare la devastazione totale delle altre città siciliote ed anzi, proprio la loro distruzione per mano punica accrebbe la potenza siracusana. L’instabilità e la paura della guerra facilitarono la nascita della tirannia, frequente nell’isola come in nessuna altra parte della grecità. Despoti come Agatocle e Dionisio il Vecchio, furono considerati dagli antichi paradigmi del potere assoluto. Il secondo in particolare, capace di una tirannide durata decenni, estese il potere di Siracusa a quasi tutta la Sicilia, all’Italia meridionale ed alle coste adriatiche fino alla foce del Po, configurando per la prima volta in Occidente un abbozzo di potere imperiale attivo su territori ed etnie diverse. Grazie a queste guerre le tattiche belliche e in particolare quelle di assedio, furono implementate e raffinate grazie all’utilizzo di un’artiglieria leggera e pesante, per la prima volta presenti sui campi di battaglia occidentali. Si ebbe poi l’impulso alla costruzione di navi e fortificazioni sempre più grandi come le esaremi siracusane e le muraglie di Cartagine, Siracusa e Selinunte. Ma l’enorme sforzo militare profuso dalle due superpotenze del Mediterraneo occidentale rappresentò il presupposto a quella che è la conseguenza più importante delle guerre: Cartagine e Siracusa, allora le più poderose città del Mediterraneo, non poterono sfruttare la loro supremazia per ampliare il loro impero ma rimasero fatalmente invischiate nel logorante conflitto. Tale logorio concesse a Roma il tempo necessario a raggiungere una potenza sufficiente ad imporsi in Occidente. E fu proprio la città della lupa a interrompere lo scontro centenario tra Punici e Siracusani, nel momento in cui decise di varcare lo Stretto, nel 265 a.C. I Romani avanzarono in Sicilia con una facilità figlia delle infinite devastazioni subite dall’isola e la Storia prese velocemente un altro corso. I Greci rimpiansero la morte prematura di Alessandro accettando la sottomissione all’invasore ed ai Cartaginesi non rimase che tentare di rimandare l’ineludibile fato. Quindi guerre lunghissime, le più lunghe che la storia antica ricordi, con risvolti sociali, tecnologici e politici di grande rilievo. Guerre non adeguatamente conosciute e studiate, almeno a livello scolastico. Guerre senza un nome definito, fino ad oggi, nonostante ci si sia impegnati per la divulgazione di quello utilizzato per quest’opera. Lo stile utilizzato nel libro risente del fatto che chi scrive non è un addetto ai lavori e delle scelte che ha dovuto fare di conseguenza. Poco opportuno infatti con questi presupposti l’utilizzo di una forma accademica. La decisione di usare un linguaggio ed un periodare più discorsivo, a tratti giornalistico, in ogni caso non serioso, rende più scorrevole l’enorme congerie di avvenimenti e l’opera dovrebbe risultare non troppo indigesta al lettore medio. Ma tale atteggiamento formale non induca a pensare che il libro sia stato redatto con leggerezza: il suo inizio risale infatti alla fine del 2005. In questo tempo si è svolta una ricerca certosina della critica storica e delle fonti, analizzate talora anche in lingua madre. L’argomento è stato sviscerato sotto diversi punti di vista (tecnologico, politico, militare, tattico, demografico, filosofico ed artistico) e la trattazione è stata corredata da numerose note, immancabili puntelli alle deduzioni dell’autore. Nonostante la vastità del periodo in esame, chi scrive si è quindi impegnato a seguire per la sua redazione criteri di precisione e completezza propri della professione che svolge, attrezzandosi per quanto possibile con le nozioni necessarie allo scopo.

 

 

L’autore

Aldo Ferruggia  è nato a Palermo nel 1966. Diplomato al Liceo Classico Valsalice di Torino, si laurea nel 1994 in Medicina e Chirurgia. Si appassiona alla storia antica davanti alle rovine del tempio "G" di Selinunte. Crea la voce di Wikipedia Italia, Guerre Greco-Puniche e Greek Punic Wars nella versione inglese. Viene incoraggiato dallo storico Michele A. Crociata a pubblicare la sua opera prima,  Le guerre senza nome, pubblicata nel luglio 2014. Per la sua stesura è stato necessario un certosino lavoro di ricerca nelle fonti antiche e nelle pubblicazioni dei maggiori esperti del settore. Pur nel rigore di una ricerca scientifica completa ed approfondita si tratta di un’opera divulgativa che ha lo scopo principale di richiamare l’attenzione su guerre altrimenti ingiustamente dimenticate.

 

Recensioni

" ..non è uno storico di professione, ciò nonostante, egli rivela in questo scritto pregi e connotazioni particolari che nulla hanno da temere da un eventuale confronto con un vero e proprio docente di Storia… abbonda anche di particolari interessanti e di analisi storiografiche, che inondano la scena come la rappresentazione di un romanzo oltremodo avvincente…I modi espressivi, talora di uso popolare, assumono valenza narrativa di tipo filmico, tale da conferire alla narrazione una vivacità espressiva singolare ed una inconsueta capacità di attrarre l’attenzione del lettore fomentandone anche l’immaginazione."         Prof. Michele Antonino Crociata, giugno 2014.

"Ho letto il suo pezzo sulla battaglia e…nel suo caso l’avere ampliato le informazioni di Diodoro Siculo, arricchendo il racconto, penso che sia risultato particolarmente efficace."   dott. Stefano Vassallo (Soprintendenza BB.CC.AA. Provincia Palermo) sulla battaglia di Imera, ottobre 2014

"..mi è molto piaciuto per i contenuti, per la brillantezza dell’esposizione e infine – particolare non trascurabile – per l’erudizione che mette in campo, senza mai farla pesare."         Prof. Pier Giorgio Viberti, ottobre 2014.

"Ho  cominciato  a  leggerlo  con  curiosità,  anche  se  il  periodo  storico  non  è  tra  quelli  di  mio  massimo  interesse.  Devo fare i  miei  più  sentiti  complimenti per l’approfondimento  della  materia  e  per  la  scorrevolezza  del  pensiero." dott.  Giuseppe Caruzzo, ottobre 2014.

"..potremmo definirle tranquillamente scontri tra superpotenze…Eppure se non fosse stato per l’appassionante ricerca del dott. Aldo Ferruggia, con molta probabilità oggi continueremmo ad avere solo qualche vaga nozione tratta dai manuali di storia su quelle lontane vicende. E invece, partendo proprio dallo studio meticoloso dei testi antichi, Ferruggia ci restituisce lo straordinario affresco storico, politico, culturale e militare….del lungo conflitto tra Greci e Cartaginesi. …Ferruggia ha il merito e la capacità di esporre in modo avvincente, ma sempre rigorosamente documentato, eventi e personaggi che hanno contribuito a cambiare il corso della storia della civiltà occidentale. Un libro stimolante che merita di essere letto, con un notevole apparato iconografico, spesso inedito e realizzato dall’autore."  dott. Davide Aimonetto, Il Risveglio, ottobre 2014

"E’ un’opera ricca di informazioni. Alla base vi è una documentatissima ricerca dell’autore che spazia nei campi più diversi: dall’archeologia, alla numismatica, alle fonti letterarie. Un lavoro di grande impegno e di grande rigore scientifico."  prof.ssa Carla Merana, dicembre 2014

 

21 novembre 2014 – ore 18.30 – Presentazione del libro "Le guerre senza nome" di Aldo Ferruggia

 

Venerdì 21 novembre, alle 18.30, 
presentazione del libro 

 LE GUERRE SENZA NOME
L’EPICO SCONTRO FRA GRECI E CARTAGINESI
dAldo Ferruggia

Le guerre greco-puniche per il controllo del Mediterraneo occidentale, sono le più antiche e durature guerre dell'antichità ma a scuola non si studiano e nessuno si riferisce a queste vicende con un nome specifico.

Greci e Fenici, le più grandi civiltà prima di Roma, utilizzarono per questo epico scontro genti provenienti da tutto il Mediterraneo configurando, in un certo senso, il primo conflitto mondiale che la storia ricordi: vi presero parte le più grandi metropoli del tempo; grazie ad esse sorse il primo impero d'Occidente…

 

Partecipano insieme all’Autore,
il Dott. Giovanni Bergamini, archeologo e scrittore,
e l’editore Silvia Maria Ramasso

Sala conferenze del Museo di Antichità
Ingresso libero e gratuito da Corso Regina Margherita, 105 – Torino 

Il volume è edito da
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