Weekend di scoperta, con Le Vie dei Tesori a Monreale.

  • È tutto pronto per il terzo e penultimo weekend della manifestazione nella cittadina a due passi da Palermo.
  • Si potranno visitare chiese e palazzi, godendo di straordinari paesaggi.
  • Non mancheranno le passeggiate: ce ne sono due in programma.

Tanti appuntamenti nel fine settimana del 24 e 25 ottobre, dedicati a chi ha voglia di conoscere meglio la Sicilia e il suo patrimonio. Le Vie dei Tesori a Monreale entra nel vivo, rivelando luoghi inediti e scorci suggestivi. Monreale ha una panoramica posizione arroccata con uno splendido colpo d’occhio sulla vallata. Rimanendo in tema di panorami, la veduta di Palazzo Cutò è veramente straordinaria e così anche quella dal Calvario delle Croci. La chiesa degli Agonizzanti rivela stucchi e affreschi. Più austera è la Madonna dell’Orto, anche se possiede una bellissima storia nascosta di condivisione e appartenenza. L’altare sulla chiesa di San Castrenze custodisce la “Madonna degli Angeli” di Pietro Novelli. Il Collegio di Maria è nato per ospitare le povere fanciulle senza mezzi, le monache di clausura hanno vissuto a lungo dietro le grate della Santissima Trinità, mentre l’ex Ospedale pubblico cinquecentesco fu affidato alle Dame di Carità. Aprono sabato anche dalle 20 alle 23 Palazzo di Città (da non perdere la Madonna cinquecentesca del Gagini), il santuario del Santissimo Crocifisso alla Collegiata e la biblioteca Ludovico II De Torres del Seminario, tra volumi rari e lasciti librari dei diversi arcivescovi che si sono succeduti dal 1588.

Le passeggiate

Non mancheranno anche le passeggiate. Delle due in programma, quella sul corso del fiume Sant’Elia è esaurita, ma restano pochi posti per la seconda, alla ricerca delle fontane superstiti. Il tour comincia dalla Fontana dell’Arpia di epoca seicentesca – situata nello slargo fra via Benedetto D’Acquisto e la via Palermo – così chiamata per l’arpia scolpita al centro sul sostegno della piccola vasca e collocata dinanzi la porta di san Michele, oggi non più esistente. Si prosegue sino alla fontana dello Spasimo, all’altro capo dell’abitato storico, anch’essa di epoca seicentesca. Le altre fontane di approvvigionamento idrico sono quella di San Vito, dell’Arancio e quella detta delle Acque Nuove, della seconda metà del ‘700 e purtroppo ridotta a rudere. Ci si soffermerà, poi, sulle edicole votive che si incontrano lungo il percorso, con digressioni nei quartieri storici dove permangono numerose a testimonianza della devozione popolare.

Foto di Jerome Bon

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