Il Duomo di Monreale è famoso in tutto il mondo. Si tratta di una delle mete più apprezzate da chi sceglie di visitare la Sicilia, ma anche dagli stessi abitanti dell’isola, che amano tornare ad ammirarne la magnificenza.

Dalla struttura esterna, ai ricchi mosaici interni, è una grandiosa testimonianza dell’epoca normanna in Sicilia e viene considerato il “più bel tempio del mondo”. È stato riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità, in quanto parte del percorso “Palermo Arabo-Normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale

Il complesso monumentale è costituito dalla Basilica, dal Convento con il Chiostro e dal Palazzo Reale. Venne fatto costruire nel XII secolo dal re normanno Guglielmo II, detto “Il Buono”.

La leggenda del Duomo di Monreale

Si narra che fu la Vergine Maria, apparsa in sogno a Guglielmo, a invitarlo a erigere un tempio in suo onore. A lui svelò il luogo in cui era nascosto il tesoro nascosto dal padre.

In realtà, esistono delle ragioni più “pratiche” che hanno condotto alla costruzione del Duomo, legate alla storia della Sicilia e ai rapporti tra lo Stato e la Chiesa.

Guglielmo II divenne re ad appena 13 anni ed ebbe come precettore l’inglese Walter of the Mill ((italianizzato in Gualtiero Offamilio), nominato Arcivescovo di Palermo durante il periodo di reggenza. Negli anni della minore età del sovrano, Gualtiero aveva saputo crearsi una grande autorità, tale da recare disturbo allo Stato e al papato.

Quando Guglielmo divenne maggiorenne e assunse il potere, esplose la rivalità tra i due personaggi, accentuando il conflitto tra Stato e Chiesa palermitana. Questo confitto si sostanziò nell’edificazione di monumenti che esprimessero il potere.

Così Guglielmo II decise di costruire il complesso monumentale dei Duomo di Monreale, a partire dal 1174. Venne terminato in appena 10 anni. Nel 1776 fu dedicato alla Vergine. Nel 118, grazie all’alleanza tra re e papato, in contrapposizione alla Chiesa di Palermo, Monreale venne elevata a sede arcivescovile, togliendone parte a quella di Palermo.

Gualtiero Offamilio perse molti dei redditi derivanti dai terreni sottrattigli. In risposta, fece demolire la vecchia cattedrale, costruita nel VI secolo, per farne erigere una più grande e ricca, consacrata nel 1185.

La sfida fu vinta da Guglielmo Il Buono con il Duomo di Monreale, splendida rappresentazione della cultura normanna in Sicilia. In segno di incontro tra Stato e Chiesa, gli vennero affiancati il palazzo reale e il monastero.

L’interno del Duomo di Monreale

Il Duomo ha una pianta basilicale, a croce latina, lunga 102 metri e larga 40. Ci sono tre navate, separate da due file di nove colonne ciascuna, tutte di granito, tranne una, che è di marmo cipollino. Le colonne arrivano da edifici romani, così come i capitelli, con immagini di Cerere e Proserpina, tra foglie d’acanto e cornucopie. La navata centrale culmina nell’abside maggiore.

Il resto della chiesa ha soffitti lignei policromi.

Duomo di Monreale Mosaici

La magnificenza dei mosaici del Duomo di Monreale lascia senza fiato. La decorazione si estende per 6340 metri quadrati, un numero che la rende la più vasta d’Italia. Sono stati realizzati, probabilmente tra il 1180 e il 1190, da mosaicisti bizantini, affiancati da maestranze di altre scuole. Vi è, nel progetto, una profonda unità poetica, con tanti momenti dell’Antico e del Nuovo Testamento, che culminano nell’abside centrale, con il celebre Cristo Pantokrator.

Nei mosaici, scorre la storia della salvezza, con diversi momenti: dalla Creazione alle scene di Adamo ed Eva, Caino e Abele, Noè e l’Arca; la torre di Babele e scene di Sodoma e Gomorra; l’annuncio della venuta di Cristo, la sua nascita e i miracoli, la morte e la resurrezione. Queste, giusto per citarne alcuni.

Duomo di Monreale nella storia

Nei secoli furono fatti interventi sul Duomo. Ad esempio, nel 1942 il cardinale Giovanni Borgia fece il portale davanti al diaconico e la sagrestia. Ancora, nel 1595 il cardinale Ludovico II de Torres volle la cappella di San Castrenze dove sono conservate, in un’urna d’argento, le reliquie del santo patrono della città e dell’Arcidiocesi. Tra il 1687 e il 1690, per volere di Mons. Roano e su progetto di fra’ Giovanni da Monreale, venne eretta la cappella del Crocifisso. Nella prima metà del settecento si aprì la cappella di San Benedetto.

L’esterno del Duomo di Monreale

Le tre absidi, all’esterno, sono riccamente decorate dalle membrature architettoniche ottenute con l’incrocio di archi ciechi ogivali di diversa altezza. Sono vivacizzate dai contrasti di colore, tra il calcare bruno-dorato del fondo absidale, dal tufo lavico grigio nero (proveniente dal Vesuvio) delle nervature decorative, dai laterizi rossi usati per le fasce orizzontali.

La facciata è chiusa fra due torri angolari: una, la torre campanaria, è più bassa, poiché è stata in parte abbattuta da un fulmine, nel 1807. Il portico attuale è stato eretto nel 1770, in sostituzione di quello originario ed è a tre arcate a tutto sesto.

Il portale è riccamente decorato da cornici architettoniche. Qui vi è la grande porta in bronzo di Bonanno da Pisa, datata 1186. Sul lato settentrionale troviamo un altro portico e un’altra porta bronzea.

Foto: Alessio Milan – Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)

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