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Per molti studenti una pagina di libro è un punto di partenza. Per altri è un ostacolo: le righe si confondono, le parole chiedono uno sforzo doppio, e la fatica rischia di trasformarsi nella convinzione di valere meno degli altri. È da quella sensazione, vissuta in prima persona, che nasce in Sicilia Leggolo, una piattaforma digitale che usa l’intelligenza artificiale per rendere lo studio più accessibile.

Dietro il progetto c’è Giampiero Errante, siciliano, che ha deciso di trasformare la propria esperienza scolastica in uno strumento pensato per chi apprende in modo diverso.

Una difficoltà conosciuta fin da bambino

Giampiero ha fatto i conti con la dislessia sin dall’infanzia. Come racconta lui stesso, gli anni di scuola sono stati segnati anche da episodi di bullismo e da momenti di incomprensione.

Da quel percorso è maturata un’idea semplice e precisa: nessuno studente dovrebbe sentirsi meno capace solo perché il suo modo di imparare non coincide con quello degli altri. Su questa convinzione ha costruito il progetto.

Come funziona Leggolo

Leggolo è una piattaforma digitale per lo studio, che propone mappe concettuali, semplificazione dei testi e lettura assistita, utilizzando anche l’intelligenza artificiale. Dedica attenzione agli studenti con DSA, BES e ADHD e punta a rendere i materiali più fruibili per chi studia e per chi lo affianca.

Entrando più nel dettaglio, la piattaforma mette a disposizione una serie di strumenti per rendere i materiali didattici più chiari e più facili da usare:

  • semplificazione dei testi, per rendere più leggibili i contenuti complessi;
  • riassunti e mappe concettuali, per organizzare le informazioni;
  • lettura assistita, per accompagnare chi fatica con il testo scritto;
  • quiz per verificare quanto si è appreso;
  • un supporto conversazionale a cui porre domande.

Il pubblico è ampio: studenti, famiglie, docenti e professionisti dell’apprendimento. L’attenzione si rivolge in particolare ai ragazzi con bisogni educativi speciali.

«La fiducia per continuare»

Il senso del progetto è racchiuso nelle parole del suo fondatore: «Non voglio che un ragazzo si senta solo davanti a una pagina che non riesce a comprendere. Vorrei che trovasse uno strumento, una possibilità e soprattutto la fiducia per continuare».

Al centro non c’è soltanto la tecnologia, ma ciò che la tecnologia può restituire a uno studente in difficoltà: la possibilità di andare avanti senza sentirsi escluso.

Un supporto, non un sostituto

Il progetto mette in chiaro il proprio perimetro. Leggolo non intende prendere il posto degli insegnanti, degli specialisti o degli strumenti previsti dalla scuola. Si propone invece come un supporto complementare, da esplorare e valutare in base alle esigenze di ciascuno studente.

È una precisazione importante in un ambito delicato come quello dell’apprendimento, dove ogni percorso è diverso e richiede attenzione individuale.

Una storia di inclusione che parte dalla Sicilia

La vicenda di Leggolo unisce tre fili: l’inclusione scolastica, l’uso dell’intelligenza artificiale e l’iniziativa imprenditoriale nata nell’Isola. Accanto alle startup che guardano a turismo, agroalimentare o servizi, cresce in Sicilia anche un’innovazione che parte da esperienze personali e prova a rispondere a bisogni concreti.

La storia di Giampiero Errante racconta che una difficoltà vissuta sui banchi di scuola può diventare, anni dopo, il punto di partenza per aiutare chi oggi si trova davanti alla stessa pagina.