01FAVIGNANA, TP (Silvio D'Auria) –  Un vero e proprio movimento popolare contro l’ipotesi di effettuare trivellazioni anche nel mare delle isole Egadi. Per il sindaco di Favignana, Giuseppe Pagoto, occorrerebbe cambiare la politica energetica basata sullo sfruttamento dei giacimenti sottomarini e puntare invece su energie alternative e compatibili con l’ambiente.
 
Mentre a  Licata (Ag) la nave di Greenpeace (nella foto) sta protestando contro le trivellazioni previste in quello specchio di mare. Un vero e proprio movimento "NO TRIVELLE" che ormai sta cercando di sensibilizzare opinione pubblica ed amministratori contro la dissennata e superata iniziativa che rischia di pregiudicare la salute del mare.
“L’ipotesi di portare le trivelle nelle isole Egadi – dicono gli attivisti  – è fuori da ogni logica: non possiamo permettere lo scempio di una delle coste più belle della Sicilia ed è per questo che faremo di tutto per impedire che ciò avvenga”.  Contestano il decreto Renzi che cancella il divieto, previsto da una legge del ’91, di ricerca di idrocarburi nel golfo di Napoli, di Salerno e nelle isole Egadi e di seguito aggiunto anche il golfo di Venezia.
 
Opportuno sarebbe investire nelle energie alternative avviando una vera e propria riqualificazione ambientale e generare davvero posti di lavoro e nel contempo salvaguardare l’ambiente, le trivelle non creano occupazione. Proprio nelle isole Egadi ricade una delle più grandi Aree Marine Protette, per cui si cerca di tutelare questo patrimonio che verrebbe distrutto per sempre. Non un buon esempio di tutela del territorio e dell’ambiente. 
 
Invitate le istituzioni locali ad alzare la voce e a non restare in silenzio di fronte all’ennesimo abuso che subisce la Sicilia, mentre gli stessi attivisti dalle Egadi lanciano una petizione on line e mobilitati, assieme a quelli di Pantelleria, per cercare di correre ai ripari.
(di Silvio D'Auria  –  foto "Sicani del Monte Saraceno")