L'Isis minaccia l'Italia. Ancora. "Non ci fermeremo finché la bandiera non sventolerà su Costantinopoli e Roma": è un brano dell'audio che accompagna l'ultimo video minatorio dello Stato islamico, montato sulle sequenze de Il leone del deserto, il film Anni '80 sulla storia di Omar al-Mukhtar, leader della resistenza libica contro l'Italia.

Il film, finanziato da Muammar Gheddafi, in Italia è stato censurato per oltre 20 anni. La pellicola, girata tra Hollywood, Roma, Latina e il deserto libico, è ambientata in Libia alla fine degli anni '20, quando il Regio esercito italiano era impegnato contro le forze di Omar al-Mukhtar, che prima di essere catturato e impiccato riuscì a infliggere gravi perdite alle forze del generale Rodolfo Graziani.

Nel video dell’Isis si vede una scena in cui Omar al-Mukhtar, interpretato da Anthony Quinn, tende un’imboscata a una colonna italiana.

"I crociati hanno diviso il Maghreb islamico – dice la voce fuori campo – La Francia prese la parte più grande, poi consegnò il resto a Italia e Spagna. I movimenti della jihad hanno combattuto contro i crociati fino al martirio, mentre loro cercavano di dividerci con democrazia e libertà personale, ma la loro strategia non funziona perché lo Stato islamico è qui per restare infliggendo il terrore ai nemici infedeli, pagani e apostati. Lo Stato islamico continuerà a espandersi finché la sua bandiera non sventolerà su Costantinopoli e Roma".