lu caricaturiDa sempre, uscendo da Siculiana Marina (Ag.), poco prima di imboccare la statale Agrigento Sciacca, avevo visto sulla sinistra, poco distante dalla strada, quel muretto vetusto e diroccato …mai mi ero chiesta cosa fosse o a che servisse …era troppo ovvio: si trattava di un “limmitu”(muro di cinta) anzi dei resti di un “limmitu” costruito tanto tempo fa a contenere il terreno franoso o a limitare i confini di una proprietà… se ne trovano ancora tanti in giro per le campagne siciliane.

Poi la sorpresa: vengo a sapere che dietro quel muretto si cela un “caricatore”.
Si tratta di una antichissima costruzione, una specie di silo sotterraneo, tuttora conservato in ottime condizioni che in tempi remoti aveva un’importante funzione. 
Pare infatti che anticamente il mare arivasse fin là , come testimoniano peraltro la composizione del suolo ed i reperti che vi si trovano ( fossili di fauna marina, conchiglie , etc) e che le navi venissero a rifornirvisi di grano.

E’ facile immaginare i contadini dei dintorni, con le loro facce cotte dal sole, che, finita la ”pisatina” (trebbiatura), si dirigevano verso “lu carricaturi” con muli e “scecchi” (asini) carichi di pesanti sacchi di grano, cantando le loro cantilene arabe:
”…a quannu a quannu lu pupu ghi a lignaaaa……………………….
a ccippu a ccippu nni cuglì ‘na sarmaaaaa…………………………..”

Il frumento poi veniva versato dentro il silo sotterraneo fino a riempirlo completamente.

Dopo arrivavano le navi e rifornivano le loro capaci stive con il buon grano biondo della nostra terra che ci ha per tanto tempo conquistato il ruolo di “granaio del Mediterraneo”…

Pare che il caricatore di Siculina Marina fosse stato utilizzato come deposito di grano anche durante la seconda guerra mondiale… poi per un certo periodo diventò meta di gite ed escursioni anche al suo interno …ora sta là, ignorato da tutti, aspettando di essere annientato dalla vorace natura siciliana …o, più probabilmente, dal cemento.