La storia della Sicilia è ricca di leggende legate all’esistenza dei giganti. Nei pressi di Selinunte, in provincia di Trapani, si dice vivessero ben due popolazioni di giganti: i Feaci e i Lotofagi, originari di Camarina e di Corfù. Qui trovarono un territorio ideale per le loro attività.

I Feaci erano abili nella navigazione, mentre i Lotofagi erano dediti alla pastorizia e all’agricoltura (si nutrivano soltanto del frutto del loto). Insieme ai giovani giganti viveva anche una gigantessa anziana. Questa era l’unica in grado di tessere armature e abiti di lana per loro, poiché nessuna giovane era riuscita ad apprenderne i segreti.

In realtà, pare che il segreto della sua abilità fosse da ricercare nello strumento che utilizzava. Il suo fuso per filare la lana, infatti, era alto oltre 16 metri e con un diametro di 10 metri, costruito con massi infrangibili dei primi titani, Urano e Gaia, utilizzati per costruire le loro dimore.

L’anziana era gelosissima del suo strumento e non voleva che gli altri lo usassero. Le giovani, gelose, tentarono di distruggerlo, ma non vi riuscirono. Di fronte a quel gesto, però, la vecchia morì di dolore. Da allora i giganti furono costretti a girare ignudi o a coprirsi con pelli non lavorate di animali.

Lu Fusu di la Vecchia resiste ancora oggi, tra le rovine di giganteschi templi andati in frantumi.