signuriRisale al 1300 la confraternita di Maria Santissima del Soccorso che organizza le manifestazioni della Settimana Santa a Pietraperzia.
Una confraternita attiva, che da sempre si è occupata dei confrati, sia in vita che dopo la loro morte, e che ha contribuito, per il 50 per cento alla costruzione dell’ospedale.
Dalla chiesa del Carmine (che un tempo era quella della Madonna del Soccorso) la confraternita organizza il Venerdì dell’Addolorata – una settimana prima del Venerdì Santo – e poi il mercoledì, il giovedì e il venerdì della settimana che precede la Pasqua.
Naturalmente, il momento più sentito e condiviso è il Venerdì Santo, celebrato dalla confraternita fin dai suoi inizi: a testimonianza sono conservati i trecenteschi costumi di un tempo (camici bianchi con un cordone in vita ornato da quattro pendenti bianchi e azzurri, con guanti bianchi, cappuccio e mantella azzurra bordata d’oro).
Fin dalla notte del giovedì si sentono i cori e i lamenti dei fedeli in preghiera, che cantano la passione di Nostro Signore.
Alle tre del pomeriggio del venerdì, dopo che per tutta la mattina una processione ininterrotta di fedeli è sfilata nella chiesa del Carmine, si depone il Cristo dalla cappella che l’aveva ospitato durante un intero anno. I fedeli invocano pietà e misericordia. Poi nella piazza davanti alla chiesa viene montato il fercolo – un palo di cipresso lungo otto metri, inserito in una base di duro legno di rovere cui sono agganciate due stanghe lunghe dieci metri per il trasporto.
Si fissano le “fasce”, strisce di lino lunghe trenta metri, simbolo di devozione, tramandate di padre in figlio.
Alle otto e mezza della sera, con un rituale chiamato “passamano”, il Cristo viene trasportato dai confrati fuori dalla chiesa e viene agganciato alla croce del fercolo.
Uno dei confrati enfatizza la scena dei chiodi e, quando batte il terzo colpo, la lunga asta sormontata dal crocefisso viene rizzata in un attimo, trattenuta da decine e decine di fasce colorate.
La processione si avvia, con in testa il fercolo, mosso da non meno di cinquecento fedeli, tra portantini e reggitori di fasce, seguito dall’urna del Cristo morto. Chiude la processione la Madonna Addolorata, portata da gruppi femminili.
Tutta Pietraperzia segue questa suggestiva sfilata – addirittura i parenti emigrati vengono chiamati al telefonino per fare loro ascoltare i suoni e i rumori della festa – con due momenti di pausa e di spettacolo, in occasione delle “girate”, quando il fercolo, con tutta la raggiera colorata delle fasce, viene fatto ruotare su se stesso. In contrada santa Croce e davanti alla Chiesa Madre.
All’arrivo, infine, il fercolo viene lentamente abbassato, e mille mani si tendono per sorreggere la croce.
E’ una cerimonia dal sapore e dalle sensazioni particolari, un momento in cui si può sentire quanto la devozione sia e rimanga forte anche ai nostri giorni. Infine, il passaggio di quel fercolo, che pare sostenuto e trasportato da decine e decine di lunghe fasce colorate, e sicuramente uno dei momenti suggestivi che la tradizione siciliana offre ai suoi visitatori.

Barino Giuseppe