La polizia ha sequestrato beni del valore complessivo di 400mila euro nelle disponibilità di Alessandro Bronte, 32 anni: l'uomo sarebbe uno dei principali gestori di un ingente traffico di stupefacenti che legava la famiglia mafiosa di Palermo Centro alla Campania e all'Albania. Gli accertamenti hanno evidenziato che né Bronte né la sua famiglia avrebbero potuto acquistare i beni in questione, "a causa dell'assenza assoluta di mezzi economici".

Nel dicembre del 2015 il 32enne era stato arrestato nell'ambito dell'operazione Panta Rei, poiché ritenuto vicino alla famiglia mafiosa di Palermo Centro: per questa avrebbe gestito vendita, ricerca di clientela e importazione dello stupefacente dalla Campania.

Nel 2010 era stato sottoposto alla misura della sorveglianza speciale per due anni ma, "A causa del suo stato di detenzione che si è protratto negli anni – spiegano dalla Questura – l’espiazione della misura ha avuto inizio nel 2013 e deve essere ancora conclusa". Nonostante fosse sottoposto alla sorveglianza speciale, “rivestiva un ruolo – spiegano dalla polizia – di primo piano per la consorteria criminale, gestendo il traffico di stupefacenti e l’approvvigionamento di coca e hashish dalla Campania, e di marijuana dall’Albania”.